PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


firma la petizione online per ridare agli italiani la pensione retributiva
Economia

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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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domenica, 11 maggio 2008

CONTINUARE LE LOTTE E LA MOBILITAZIONE

ASSEMBLEA  NAZIONALE  - DEL SINDACALISMO DI BASE

DEI  DELEGATI, DELLE  RSU  E  DEGLI  ATTIVISTI  INDETTA  DA


CUB - Confederazione COBAS - SdL intercategoriale


SABATO 17 MAGGIO 2008
Ore 9.00/15.00 - MILANO – TEATRO SMERALDO
P.zza 25 Aprile. MM 2 Garibali x C.so Como


PER IL SALARIO, LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, I DIRITTI SINDACALI, PER I LAVORATORI E PARI DIRITTI PER TUTTE LE ORGANIZZAZIONI, LA CONTINUITÀ DEL REDDITO E CONTRO LA PRECARIETA’

Immagine COLECTIVO MURAL BRIGADA RAMONA PARRA - Chile - www.colectivobrp.cl

La condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati ha subito negli ultimi quindici anni un profondo peggioramento.

Dall’accordo del luglio '93 ad oggi si sono susseguiti pesanti attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli operai, degli impiegati, tutti i salariati/e da parte di tutti i governi che si sono succeduti.

Alla richiesta di politiche di ridistribuzione del reddito si è risposto sostenendo le imprese, riducendo i salari, rinnovando i contratti pubblici e privati con enorme ritardo e con aumenti miserrimi, aumentando prezzi e tariffe; all’esigenza di aumentare gli investimenti per scuola, sanità, previdenza pubblica si è preferito accrescere a dismisura le spese militari, ridurre le pensioni, tentare di scippare il TFR, privatizzare i profitti, socializzare le perdite; alla mattanza sui luoghi di lavoro si è risposto trasformando gli ispettori del lavoro in consulenti per le imprese; alla richiesta di lavoro e tutele precarizzando tutto, alle aspettative dei migranti con lo sfruttamento e i CPT.

Cgil, Cisl e Uil hanno sostenuto ed appoggiato tutte le politiche liberiste ed hanno assunto ruolo e funzione di ammortizzatore sociale per impedire lo sviluppo del conflitto organizzato contro tali scelte e consolidare il loro monopolio della rappresentanza.

Il sindacalismo di base, autorganizzato, alternativo e di classe ha mantenuto salda in questi anni la propria posizione di totale indipendenza dai padroni, dai governi, dai partiti ed ha promosso lotte, mobilitazioni, scioperi generali partecipatissimi per invertire la tendenza e rafforzare le richieste del mondo del lavoro di fronte all’attacco bipartisan alle condizioni di vita di milioni di lavoratori.

Oggi è più che mai necessario continuare sulla strada intrapresa indicando i punti centrali della piattaforma su cui rilanciare le lotte e il conflitto

· Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni- No allo scippo del tfr.

· Abolizione delle leggi Treu e 30 e continuità del reddito

· Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi

· Ridare ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare e pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori.


· Difesa e potenziamento dei servizi pubblici e dei beni comuni.

martedì, 06 maggio 2008

SALVIAMO SALERNO E I PICENTINI

picentiniE' IL MOMENTO DI ESSERE UNITI E PARTECIPARE!

Venerdi 9 Maggio ore 18:30 incontro pubblico presso la Sala Foglia - Piazza Umberto I di Giffoni Valle Piana.
Interverranno il Prof. ANTONIO MARFELLA tossicologo oncologo dell'Istituto Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli ed il Prof. VINCENZO VENDITTO docente di Gestione Integrata dei Rifiuti presso l'Università di Salerno.

Diffondete la notizia scaricando il materiale informativo dal sito!

Evento organizzato dal COORDINAMENTO SALVIAMO SALERNO E I PICENTINI.

Collaborate alle attività promosse dal Coordinamento!

Visitate il sito web: noinceneritoresa.altervista.org



postato da: pietrodigennaro alle ore 08:17 | link | commenti (2)
categorie:
domenica, 04 maggio 2008

CENSURA LEGALE ?


paolo la questione e' sempre la stessa:  CENSURA LEGALE !!!

mi chiedevo da tempo ... perche' si rimane da soli ?

(in generale ... ogni qualvolta alzi il tiro della tua critica e/o scontro con atti concreti, le persone ti abbandonano e ti isolano ... scappano e ti evitano, smettono di ... hem, diciamo ... smettono di collaborare, anche se "in privato" ti riconoscono coraggio e ti dimostrano solidarietà )

scopro, come sempre, quasi per caso, la storia (nemmeno tanto nuova) di Paolo Barnard

 vedi link che seguono ....

V-DAY 2 Paolo Barnard sputtana Beppe Grillo CENSURA LEGALE


Censura Blog Grillo, AnnoZero e Report su CENSURA LEGALE

post sul meetup dei grillini .... ->

la risposta di Milena Gabanelli

la risposta alla risposta

lettera su ARCOIRIS TV

la discussione sul forum di Report


mi chiedevo da tempo ... perche' si rimane da soli ?

(in generale ... ogni qualvolta alzi il tiro della tua critica e/o scontro con atti concreti, le persone ti abbandonano e ti isolano ... scappano e ti evitano, smettono di ... hem, diciamo ... smettono di collaborare, anche se "in privato" ti riconoscono coraggio e ti dimostrano solidarietà )

scopro, come sempre, quasi per caso, in rete, la storia (nemmeno tanto nuova) di Paolo Barnard

che ha dentro la questione importante della censura ma che e' essa stessa la risposta all'appello che Paolo fa ... (aprite gli occhi e agite voi che leggete ... i paladini sono come gli altri, quando li critichi ti censurano, etc ...) ... chi ci prova a scontrarsi (parlo soprattutto per esperienza diretta) segue una parabola che cresce portandolo "in testa" eppoi inevitabilmente decresce ... rimanendo da solo (o quasi) ... quello che ho capito della vicenda e' che ... se Paolo non fosse stato un "precario" ma incardinato in RAI, avrebbe avuto la stessa "protezione legale" di Milena e tutta la vicenda non sarebbe mai esistita ... protezione che, sempre se ho capito bene, ora c'e' anche per tutti gli altri freelance e quindi questo fa di Milena una sindacalista che ha migliorato le condizioni contrattuali dei suoi collaboratori ... (magari grazie a questa vicenda)

so che la questione non e' questa (la libera informazione, il potere dell'editore, etc ...)

so che quello che sta arrizzando è la messa indiscussione dei miti

so che lo scontro cade di livello quando leggo che Milena offre di acquistare altri servizi da Paolo per ... pura sovvenzione economica

quello che so è che puntualmente la censura e' contemporaneamente uno strumento "indegno" ma anche uno strumento di difesa, come un'arma che da un lato uccide ma dall'altro difende dalla morte

ecco perche' la cesura legale che denuncia Paolo risponde esattamente a quello che lui denuncia

ecco perchè diventa facile strumentalizzare l'attacco ai paladini ridicolizzandolo come una bramosia di celebrita' e pubblicita'

come, del resto, diventa facile strumentalizzare i paladini che fanno comunque business

crolla il castello quando ci sono i coinvolgimenti personali per cui non parli male dell'amico, aiuti l'amico ... peggio se e' un parente (ad un figlio poi ... )

a meno che non vuoi volutamente restare in solitudine (pubblica e privata)

il potere che ha Milena di censurare è molto piu' grande di quello che puo' rappresentare la censura di un forum ... ma (ironia della sorte) il potere di assumere un lavoratore a tempo indeterminato (dargli quindi sicurezza e protezione) diventa padre e padrone del destino del singolo e di intere generazioni

... il punto, il nodo, la partita e' piu' grande ...

l'indignazione che invoca Paolo non è per le mille censure che Milena, Grillo, Travaglio, etc... , compiono ogni qualvolta scelgono (o sono indotti a scegliere) la notizia o il personaggio (tanto piu' "interessante" quanto piu' e' forte il loro potere mediatico)

l'indignazione di Paolo è per una sola censura che lo riguarda e che dimostrerebbe l'inaffidabilità dei paladini ...

l'indignazione di Paolo nasce dalla paura di non poter reggere agli attacchi "legali" che questo nostro schifosissimo sistema sociale gli porta ...

ma e' proprio "legalmente" che questo schifosissimo sistema sta affossando le giovani generazioni nella precarieta' esistenziale condito da business dell'effimero ... perche' il giorno dopo a report da 10 anni non succede "quasi" mai niente ? ... sicuramente niente di "rivoluzionario" ?

quando il blog di grillo mi ha censurato ho smesso di leggere le sue notizie (sono convinto che lui non ne sa niente, e' la sua squdra informatica che decide) in quel periodo contestavamo la bonta' della colletta del famoso microscopio di Montanari (palese conflitto di interessi ... etc ...)

 ... ho pero' sorriso quando il Montanari candidato premier della lista bene comune ... non ha avuto nessun appoggio da Grillo, anzi ... e come Ferrara ha ricevuto una pernacchia dagli italiani ... come ho sorriso quando Grillo non ha spostato il vday2 prima delle elzioni del 13/14 aprile ... ebbeh ... avrebbe avuto un senso con un governo in carica e a maggior ragione un senso piu' grande prima delle elezioni del nuovo ... ma tante' :-)

 stiamo assistendo alla vendetta di chi, riprendendo il controllo e gestendo o lucrando su ogni conflitto, si riprende con gli interessi il frutto del lavoro della gente, del tuo, caro Paolo, del mio, di quello molto redditizio delle star, di quello degli immigrati e di quello "altamente specializzato" coltivato nelle universita' ... in cambio, solo, una bella manciata di privilegi per quei pochi/molti che reggono il gioco ... di cui alcuni sono ottimi buffoni di corte servizievoli e narcisisti

per difenderci abbiamo solo una possibilità ... continuare a raccontare la nostra verita' censurandoci e/o censurando ciò che non ci piace o ci minaccia

l'importante è non sentirsi soli (mai!) e ... raccontare per riempire assordanti silenzi ...
mercoledì, 30 aprile 2008

VIVA IL PRIMO MAGGIO

Riot_Monument
Dopo il 25 aprile viene il primo maggio. Ovvio.

Sono feste graditissime di metà primavera che si caratterizzano rispetto alle altre più o meno religiose e più o meno pagane che ci allietano durante l’anno, per il loro legame con la storia e con la nostra condizione di cittadini/lavoratori.

Così, se con il 25 aprile abbiamo ricordato il sacrificio degli operai della pirelli che parteciparono con gli scioperi alla lotta contro dittatura fascista e l’occupazione nazista, e abbiamo riflettuto sull’inestimabile valore del lascito ereditato dai nostri nonni in termini di diritti civili e libertà democratiche costituzionalmente garantite, il PRIMO MAGGIO ci ricollega ad un aspetto forse ancora più importante ed attuale: la costituzione materiale della società e le condizioni di vita dei lavoratori nel mondo.

Nel maggio del 1886 a Chicago (USA) si tennero vivaci manifestazioni culminanti con la rivolta di Haymarket. La polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime. OBIETTIVO DELLE PROTESTE OPERAIE ERA LA GIORNATA LAVORATIVA DI 8 ORE.

Riflettiamo: oltre 120 anni fa si lottava per diritti che sono messi in discussione ancora oggi.
Emblematico il dibattito sui bassi salari italiani, caratteristica universalmente riconosciuta da banchieri, istituti statistici nazionali e persino da leader religiosi normalmente molto ascoltati. La soluzione indicata dalla Confindustria (prima Montezemolo, ora l’immarcescibile Marcegaglia) e condivisa dai nostri scodinzolanti sindacati confederali è la seguente:
se i lavoratori vogliono guadagnare di più, che lavorino di più.

Cioè, meno contratto nazionale, e, conseguentemente, meno salario fisso, e più lavoro straordinario (magari detassato).

La conclusione è che il mantenimento dei bassi salari induce i lavoratori ad accettare il prolungamento dell’orario di lavoro con buona pace delle conquiste del secolo scorso e della qualità della vita di ognuno.

Ma molteplici sono i temi legati al primo maggio.

In primo luogo la dimensione internazionale delle lotte dei lavoratori e la solidarietà che dovrebbe legarle.

Così ad esempio è stato per i lavoratori rumeni della Renault che hanno ottenuto con scioperi di ammirevole tenacia incrementi stipendiali di più del 20 %, sostenuti dai loro collegi francesi (che però guadagnano ancora 6 volte di più); o gli statali tedeschi che hanno ottenuto aumenti, per il biennio 2008-2009, di oltre il 6% (noi sogniamo ancora un contratto scaduto da anni); le lotte dei lavoratori egiziani contro il caro vita e per salari più dignitosi, culminate con le giornate del 6-8 aprile scorso e con la repressione poliziesca che ha provocato 4 morti e diversi feriti (Il diritto di sciopero è negato. Non esiste solo il Tibet!).

Poi c’è la precarietà, la perversa proliferazione di contratti atipici, un dazio che le giovani generazioni sono costrette a pagare per entrare nel mercato del lavoro.
E il lavoro migrante spesso in nero: si sono prodotte gerarchie razziste tra regolari e irregolari, tra buoni e cattivi, criminalizzati dalle retoriche della guerra e della sicurezza che servono solo a non parlare di coloro che di lavoro muoiono, senza nessuna sicurezza.
RIFLETTIAMO.
Rappresentanze di base - Coordinamento Università Milano Bicocca


DSCF1538
1° MAGGIO AUTORGANIZZATO A POMIGLIANO

CONTRO LA PRECARIETÀ ED A SOSTEGNO DELLA LOTTA IN FIAT


COSTRUIAMO DAL BASSO AUTONOMAMENTE DA PARTITI E SINDACATI CONFEDERALI L’OPPOSIZIONE SOCIALE AL NUOVO GOVERNO BERLUSCONI ED A QUESTO SISTEMA SOCIALE DI SFRUTTAMENTO, GUERRA E DEVASTAZIONE AMBIENTALE


CONTRO LA RISTRUTTURAZIONE IN FIAT PREVISTA DAL PIANO MARCHIONNE A POMIGLIANO

CONTRO L’ALLONTANAMENTO DEI 316 OPERAI DALLA FABBRICA, LA REPRESSIONE E I LICENZIAMENTI POLITICI

CONTRO LA PRECARIETA’ DEL LAVORO E DELLA VITA

CONTRO LA STRAGE CONTINUA DI MORTI SUL LAVORO

PER L’ESTENSIONE DEI DIRITTI, LA SICUREZZA SUL LAVORO E LE GARANZIE SINDACALI

PER IL DIRITTO AL LAVORO, AI SERVIZI SOCIALI, AL REDDITO, ED AI BENI COMUNI

PER UN DIFFERENTE MODELLO DI SVILUPPO RISPETTOSO DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE
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1° MAGGIO 2008 ORE 10
CORTEO A POMIGLIANO D’ARCO
CONCENTRAMENTO PIAZZALE “EX VESUVIANA”
adesioni: Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Area Antagonista Napoletana, CSOA Officina 99, Laboratorio Occupato SKA, DAMM, Red Link, Collettivo Operatori Sociali Napoli, Laboratorio Occupato Insurgencia, Associazione Marxista “politica e classe”, Collettivo Internazionalista Napoli, Collettivo Orientale, CSOA Terra Terra, Vesuvio Zona Rossa, Partito Comunista dei Lavoratori, CARC, Sinistra Critica, Collettico Politico MILITANZ Casa del Popolo, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Nucleo Studentesco Metropolitano…

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dalla manifestazione del 20 ottobre 2007 a Roma

grazie a vedraivedrai
  che l'ha lasciata nei commenti ... peccato che la svendita e' gia' avvenuta da tempo, tanti iscritti lo sanno e lo maledicono ... ma ... restano iscritti a finanziare chi ha cambiato la sua funzione sociale, passando dall'altra parte della barricata che divide gli interessi dei lavoratori da quello del capitalismo ... :-(

vendesi


venerdì, 25 aprile 2008

AFFONDANO I FONDI PENSIONE


Nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2%,

mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto.


Già nel 2007 i fondi avevano reso mediamente un 1% in meno rispetto al tfr e nel 2008 renderanno sempre meno viste le cadute continue e consistenti dei mercati finanziari.

La Cub rivendica per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.

Informare i nuovi assunti sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.

I fondi pensione vanno a fondo per affetto della crisi delle borse; nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2% mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto. Alcune linee di investimento hanno realizzato perdite superiori al 10%.

Come era facilmente intuibile, se ne va in fumo il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere da come rende l’investimento, solo i gestori e le banche.

I fondi pensione, essendo investimenti a rischio dipendono dai rendimenti finanziari; pertanto la caduta dei rendimenti borsistici, e la recessione americana/mondiale bruciano quotidianamente miliardi di euro.

Del resto la massiccia fuga degli investitori nei fondi comuni conferma questo andamento.

Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, ha deciso di tenere il Tfr in azienda.

Le scarse adesioni ai fondi pensione di categoria (il 15,2% di fine 2007, circa 1,9 milioni di lavoratori, compresi i truffati dal silenzio assenso), hanno affossato il progetto di smantellamento della previdenza pubblica e la sua sostituzione con un sistema individuale a favore della borsa, della speculazione e degli affaristi.

I rendimenti deludenti hanno ridotto anche le adesioni; la spinta propulsiva allo scippo del tfr è sostanzialmente fallita ed esaurita e in alcuni fondi le uscite superano le nuove adesioni.


Deve continuare con maggior vigore l’impegno affinché i nuovi assunti siano correttamente informati sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.

A cura dell’ufficio studi Cub - CUB Confederazione Unitaria di Base

mercoledì, 23 aprile 2008

ASSEMBLEA NAZIONALE

j0309621CONTINUARE LE LOTTE E LA MOBILITAZIONE
PER IL SALARIO, LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, I DIRITTI SINDACALI , PER I LAVORATORI E PARI DIRITTI PER TUTTE LE ORGANIZZAZIONI, LA CONTINUITÀ DEL REDDITO E CONTRO LA PRECARIETA’



La condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati ha subito negli ultimi quindici anni un profondo peggioramento.

Dall’accordo del luglio '93 ad oggi si sono susseguiti pesanti attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli operai, degli impiegati, tutti i salariati/e da parte di tutti i governi che si sono succeduti.

Alla richiesta di politiche di ridistribuzione del reddito si è risposto sostenendo le imprese, riducendo i salari, rinnovando i contratti pubblici e privati con enorme ritardo e con aumenti miserrimi, aumentando prezzi e tariffe; all’esigenza di aumentare gli investimenti per scuola, sanità, previdenza pubblica si è preferito accrescere a dismisura le spese militari, ridurre le pensioni, tentare di scippare il TFR, privatizzare i profitti, socializzare le perdite; alla mattanza sui luoghi di lavoro si è risposto trasformando gli ispettori del lavoro in consulenti per le imprese; alla richiesta di lavoro e tutele precarizzando tutto, alle aspettative dei migranti con lo sfruttamento e i CPT.

Cgil, Cisl e Uil hanno sostenuto ed appoggiato tutte le politiche liberiste ed hanno assunto ruolo e funzione di ammortizzatore sociale per impedire lo sviluppo del conflitto organizzato contro tali scelte e consolidare il loro monopolio della rappresentanza.

Il sindacalismo di base, autorganizzato, alternativo e di classe ha mantenuto salda in questi anni la propria posizione di totale indipendenza dai padroni, dai governi, dai partiti ed ha promosso lotte, mobilitazioni, scioperi generali partecipatissimi per invertire la tendenza e rafforzare le richieste del mondo del lavoro di fronte all’attacco bipartisan alle condizioni di vita di milioni di lavoratori.

Oggi è più che mai necessario continuare sulla strada intrapresa indicando i punti centrali della piattaforma su cui rilanciare le lotte e il conflitto

·         Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni- No allo scippo del tfr.

·         Abolizione delle leggi Treu e 30 e continuità del reddito

·         Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi

·         Ridare ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare e pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori.

·         Difesa e potenziamento dei servizi pubblici e dei beni comuni.

ASSEMBLEA  NAZIONALE
DEL SINDACALISMO DI BASE,  DEI  DELEGATI
DELLE  RSU  E  DEGLI  ATTIVISTI  INDETTA  DA


CUB - Confederazione COBAS - SdL intercategoriale

SABATO 17 MAGGIO 2008
Ore 9.00/15.00 - MILANO – TEATRO SMERALDO
P.zza 25 Aprile. MM 2 Garibali x C.so Como
CUB  -  Confederazione COBAS  -  SdL intercategoriale
domenica, 20 aprile 2008

UNIVERSITA': chi sono questi fantasmi ?

lettori1STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE CEL E LETTORI DI MADRELINGUA
 
La Prefettura di Salerno, in qualità di ufficio Territoriale del Governo Italiano, dando seguito alle procedure per il raffredamento dei conflitti del lavoro, ha chiesto all'Amministrazione dell'Università di Salerno l'inquadramento giuridico del personale che ha dichiarato lo stato di agitazione, nonché, le eventuali lesioni al diritto all’istruzione universitaria di cui sono detentori tutti gli studenti iscritti presso l’Ateneo salernitano. La risposta della “Governance” non si è fatta attendere convocando le RdB/CUB che hanno chiesto l’organizzazione di un tavolo di confronto con tutti gli attori protagonisti del contenzioso sindacale che si trascina ormai da tantissimo tempo.

I lettori, ex-Lettori e i CEL che lavorano nelle università italiane sono i circa 1.800 insegnanti universitari di madre lingua straniera che di fatto, da oltre 20 anni, insegnano la loro lingua madre occupandosi inoltre della programmazione, della didattica e della valutazione, svolgendo corsi universitari e presenziando nelle commissioni d’esame.
Nonostante numerose sentenze, anche di Cassazione e della Suprema Corte Europea, nonché, gli innumerevoli contenziosi legali vinti e ripetutamente rinnovati, la discriminazione e il demansionamento sono aumentati negli anni imponendo a questa categoria il diniego “contrattuale” di ogni tipo di dignitoso riconoscimento economico e professionale del loro preziosissimo e qualificato lavoro.
Gli studenti, presenti in massa anche alla seconda assemblea di venerdi 18, sostengono la protesta dei Lettori/CEL che, offrendo il semplice supporto tecnico come impone il loro sotto-inquadramento giuridico, minano il sacrosanto ed irrinunciabile diritto ad una formazione di effettiva qualità internazionale a tutti i partecipanti ai corsi universitari di lingua straniera tenuti presso il Centro Linguistico dell’Ateneo di Salerno.
Le RdB/CUB deprecando, inoltre, l’uso e abuso delle forme contrattuali atipiche per tamponare, con personale precario, l’enorme crescita della domanda di formazione linguistica universitaria, accoglie il mandato dell’assemblea confermando lo stato di agitazione.

LA MOBILITAZIONE CONTINUA !!!

www.salerno.rdbcub.it

mercoledì, 16 aprile 2008

universitĂ  - lavoro

roma_15_4_0UNIVERSITA':
LE RDB-CUB PROTESTANO AL FORUM DI TOR VERGATA
INSIEME AGLI STUDENTI E AI LAVORATORI DELLA ERICSSON


Questa mattina, presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma Tor Vergata,  le RdB-CUB Università insieme agli studenti, ai lavoratori della Ericsson-Marconi ed alla FIOM-CGIL, hanno interrotto la cerimonia di apertura della manifestazione "Forum Università-lavoro" continuando poi la protesta con un'assemblea davanti ai locali in cui ha luogo il Forum.

La manifestazione, che si tiene annualmente presso la Facoltà di Ingegneria dell'Ateneo, è stata contestata in quanto espressione di un modello aziendale che vede l'Università come un'impresa in rapporto sempre più stretto con le industrie del territorio, le quali intervengono direttamente nella formazione per modellare la produzione scientifica sullo standard della produzione industriale, in una logica privatistica della formazione e della ricerca. Al "Forum Università-lavoro" gli studenti, considerati ormai clienti e prodotto finale dell'impresa Università, vengono invitati a consegnare un curriculum che sia un modello di flessibilità, per dimostrare di avere la formazione adatta a rispondere alla flessibilità del mercato del lavoro.

La contestazione ha visto coinvolti anche i lavoratori della Ericsson, multinazionale presente al Forum, che ha deciso - nonostante profitti in attivo - di chiudere la sede di Roma delocalizzando la produzione all'estero. Sono trecento i lavoratori con un'alta professionalità ai quali prospettano il licenziamento o la mobilità forzata nell'ipotesi più favorevole.

Con la manifestazione odierna le RdB-CUB Università hanno inteso ribadire la difesa dell'Università pubblica attraverso la mobilitazione degli studenti e dei lavoratori,contro la piaga bruciante della precarietà oramai istituzionalizzata e resa sistema, contro le riforme didattiche che creano confusione, proliferazione e dequalificazione dei corsi di laurea, contro  la privatizzazione dilagante che regalando pezzi importanti della ricerca al privato e determina conseguenze devastanti anche sulla didattica.

sarĂ  utile ? ... un compito gigantesco !!!

bomba
L'orizzonte di Franco Berardi Bifo

La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo.
Non c’è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale guardare, una speranza da coltivare. Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell’altro e disprezzo di sé.
Questo è l’argomento del quale dobbiamo occuparci, non del risultato delle elezioni. La scomparsa della sinistra e la vittoria definitiva dei razzisti e della mafia è un fatto prevedibile e previsto. La sinistra ha preparato accuratamente questo rovescio. Timorosa di ripetere l’errore del 1998 ha accettato tutto quello che la Confindustria e la Banca Europea hanno imposto, e il risultato è quello che ora vediamo.
Come se due errori di segno contrario potessero mai fare una cosa giusta.
Gli operai hanno rifiutato di votare [(come non capirli?] oppure hanno votato per i peggiori tra i loro sfruttatori (come non compatirli?). Ma occuparci delle elezioni passate o di quelle future sarebbe pura perdita di tempo. La democrazia rappresentativa da tempo non ha più niente da dare. Ora ha chiuso ufficialmente i battenti.
Olindo e Rosa hanno vinto le elezioni politiche. E allora? Si tratta di curare la malattia, se ne siamo capaci, non di restaurare vecchi apparati. Dobbiamo occuparci della malattia psichica che si manifesta in Italia con l’emergere di un esercito maggioritario di zombie assetati di sangue.
E’ già successo in Francia qualche tempo fa. La vittoria di Sarkozy è stata accompagnata dalla scomparsa della sinistra dalla scena politica parlamentare. Perché disperarsi se ora accade in Italia? La sinistra, che avrebbe dovuto essere strumento di organizzazione dell’autonomia della società dal capitale, nel corso del Novecento si è trasformata in un ceto parassitario che succhia il sangue dei movimenti per tradirli in maniera sistematica.
Nella versione bolscevica quel ceto politico ha massacrato le avanguardie intellettuali e operaie. Nella versione socialdemocratica ha venduto le conquiste operaie in cambio di potere economico per le burocrazie. Nella sua attuale versione americanizzata si illude di poter condividere il potere con gli aguzzini. Non si accorgono gli americanoidi all’amatriciana che l’America dei loro sogni sta sprofondando, sconfitta dalla resistenza regressiva dei popoli islamici, e sommersa da una recessione senza vie d’uscita. L’Occidente sprofonda in una recessione che annuncia guerra civile planetaria. Questo lo scenario, questo l’orizzonte.
Ora la società non ha più difese, in compenso non c’è più il ceto politico che la parassitava. Lasciamo perdere l’idea di ricostruire la sinistra, perché la sinistra non ci serve. E’ un concetto vuoto, che si può riempire soltanto di passato. La società non ha bisogno di un nuovo apparato di mediazione politica. Non ci sarà mai più mediazione politica. Il capitale ha scatenato la guerra contro la società. Non possiamo far altro che adeguare ad essa i nostri strumenti e i nostri linguaggi.
Non possiamo combattere quella guerra sul piano della violenza, per la semplice ragione che la perderemmo. La società deve costruire le strutture della sua autonomia culturale: dissolvere le illusioni che sottomettono l’intelligenza al lavoro al consumo e alla crescita, curare lo psichismo collettivo invaso dai veleni della paura e dell’odio, creare forme di vita autonoma autosufficiente,
diffondere un’idea non acquisitiva della ricchezza. Non abbiamo altro compito. Ed è un compito gigantesco. fonte: http://www.carta.org/

domenica, 13 aprile 2008

DIARIO DELLA CRISI: DRAGHI & i BANCHIERI GLOBALI

 

[...] Con buona pace dell’ottima Elsa Fornero, la docente universitaria torinese che, secondo molti, sarebbe la madre di tutte le numerose riforme previdenziali intervenute nel nostro Paese, dalla riforma Dini a quella operata dal duo Damiano- Padoa Schioppa, l’arretratezza tutta italiana del sistema finanziario e l’atavica avversione al rischio dei nostri saggi conterranei ci sta evitando di dovere spiegare ad allibite/i lavoratrici e lavoratori che la loro liquidazione e, almeno in parte, la loro pensione proprio non ci sono più e che, se proprio vogliono prendersela con qualcuno, si rivolgessero agli gnomi svizzeri, agli avidi speculatori di Wall Street, ai poco trasparenti banchieri giapponesi e chi più ne ha allegramente ne metta. [...]

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[...] i tracolli che hanno caratterizzato nell’intera settimana scorsa dei principali fondi di investimento (quelli che, insieme ai fondi pensione, sono viste dall’FMI come le destinatarie della maggior parte dei 945 miliardi di perdite che dovrebbero, almeno così si spera, il conto finale di questa tempesta perfetta). [...]

sabato, 12 aprile 2008

casa: bene comune

BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO – A.SI.A RDB-CUB

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LOTTA PER LA CASA: LIBERI I 5 ATTIVISTI ARRESTATI
 
 
Il GIP Silvia Castagnoli non ha accolto le richieste cautelari nei confronti dei 5 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile nel corso del violento sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco. Si attende pertanto la loro scarcerazione ...

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12 aprile 2008 - CORRIERE DELLA SERA

La protesta Il prefetto vuole riunire intorno a un tavolo movimenti, istituzioni e costruttori
Corteo pacifico dei senzacasa
Il gip ha scarcerato gli ultimi cinque detenuti a Regina Coeli
di Paolo Brogi

Roma - Sono stati scarcerati gli ultimi cinque arrestati del movimento dei senzacasa. Concluso senza incidenti il corteo. A sera si tirano le prime somme di una settimana iniziata male: la manifestazione in centro dei senzacasa, che hanno tenuto banco con le loro urgenze per più giorni non senza che si creassero problemi di ordine pubblico, si conclude senza problemi.
Nell'aria restano le canzoni dei 99 Posse e dei Villa Ada, che hanno animato il corteo in cui erano attesi gli ultimi cinque compagni scarcerati dal gip Lucia Castagnoli al mattino durante l'udienza di convalida. Ma al momento di sciogliersi gli arrestati non sono ancora fuori dal carcere, alla spicciolata i manifestanti decidono di andare ad aspettarli sotto Regina Coeli. Sono le 20 ed è sul lungotevere che si conclude questa settimana di passione per la casa che non c'è. Paolo Di Vetta e gli altri quattro alla fine escono.
I senzacasa, poco più di un migliaio, avevano gridato prima i loro bisogni alla città distratta da altri appuntamenti, come i comizi di fine campagna elettorale. Avevano aspettato la scarcerazione dei loro cinque compagni, segnale concreto di raffreddamento della tensione, pericolosamente salita nel corso della settimana. Poi, stanchi di aspettare, a sera sono filtrati tra le camionette di polizia alla spicciolata. I problemi sono stati rimandati alla prossima settimana.
La carta concreta politica su cui tutti hanno deciso di puntare è la promessa del Prefetto Carlo Mosca di sedersi intorno a un tavolo insieme a costruttori ed istituzioni. E ragionare sul futuro. La frattura che si era determinata nel corso degli ultimi sette giorni a ridosso delle elezioni si è insomma, in qualche modo, ricomposta. La settimana era iniziata male, con un'occupazione rivelatasi poi simbolica di case private in larga misura già vendute a legittimi proprietari. Uno strappo, condannato da tutto lo schieramento politico posizionato contro questo genere di iniziative pericolose: dal candidato sindaco della Pdl Gianni Alemanno fino alla Sinistra Arcobaleno, che corre col candidato del centro sinistra Francesco Rutelli. Insomma tutti contro.
Poi c'era stato lo sgombero della tendopoli di piazza San Marco, col suo strascico di arresti (nove) e di polemiche. E così ieri il movimento di lotta per la casa è sceso in piazza, dietro le bandiere rosse e gialle (non molte) di Rdb-Asia, che col nuovo «Blocco precario metropolitano» sono alla testa del piccolo movimento.
A parte qualche cartello ironizzante tipo «più salmone, meno sgomberi», riferito alle accuse fatte a volontari della protezione civile che hanno distribuito agli occupanti della Bufalotta viveri per lo più scaduti donati dalla catena di distribuzione, in piazza sono tornate le rivendicazioni conosciute, in sostanza quelle di richiedere sulle costruzioni già ultimate una percentuale di abitazioni da destinare a uso popolare. «Da anni non è stato costruito più niente per chi ha bisogno», hanno ripetuto gli organizzatori al microfono. Insomma, non solo bloccare sfratti e affitti in crescita vertiginosa, ma anche riaprire i rubinetti di un sistema che negli ultimi anni all'emergenza abitativa ha risposto con poche, sporadiche misure.
A chiedere una risposta, che punta ora sul Prefetto e sul suo tavolo istituzionale, è in apparenza un piccolo movimento. «Ma i numeri delle urgenze vanno ben oltre questa partecipazione alla protesta hanno osservato ieri rappresentanti politici come Nando Simeone (Sinistra critica) o Giuseppe Mariani (Verde alla Regione) - . Purtroppo non passa giorno che non si aggiungano invece altre situazioni in difficoltà. Questo sarà il problema dei prossimi anni... ».

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12 aprile 2008 - L'Unità

Bufalotta, scarcerati i «5» del blitz di domenica

Roma - Sono usciti intorno alle 20 di ieri, i cinque arrestati per lo sgombero di piazza San Marco e detenuti da mercoledì a Regina Coeli. Una vicenda nata domenica notte con l’occupazione di alcuni stabili della Bufalotta da parte del Blocco Precario Metropolitano, e il successivo accampamento con le tende davanti Piazza Venezia per ottenere un colloquio con il Prefetto Mosca. Poi lo sgombero durante l’alba di martedì e gli arresti. Ad attenderli un centinaio di attivisti corsi a via della Lungara dopo la manifestazione sulla casa di ieri pomeriggio (il corteo è partito a piazza dell’Esquilino, e si è concluso in piazza Madonna di Loreto). «Siamo stati trattati bene - ha detto Paolo Di Vetta, uno degli arrestati - ci hanno tenuti tutti insieme in una stanza a parte perché il carcere è sovraffollato». Per loro le accuse sono di: campeggio abusivo, resistenza aggravata e lesioni. Ma nel corso dell’interrogatorio gli attivisti hanno respinto quest’ultima contestazione e per avvalorare la loro tesi hanno prodotto alcune fotografie realizzate al momento dello sgombero.

 
postato da: pietrodigennaro alle ore 19:53 | link | commenti (1)
categorie: politica, societa,