“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
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tutela
una Salerno dei Valori
GOMORRA
viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra
di Roberto Saviano
"...l'errore più grave che si fà quando si osserva il fenomeno camorra e quello di considerarlo un fenomeno criminale quando invece è un fenomeno di potere dove l'aspetto criminale e solo uno de gli aspetti "
"Roberto Saviano è come un certo mohicano, e non lo dico per la foto lombrosiana che qui pubblico: è l'ultimo dei giornalisti. La sua scrittura è allucinatamente realistica e sconvolgente, ma la materia di cui tratta lo è ancor più." (leggi da www.miserabili.com : Scampia Erzegovina)
LA VERA RIFORMA DELLE PENSIONI
Tutti devono leggere, sapere e comprendere tre semplici emergenze, perché sono le emergenze che se non risolte finiranno per portarci all’insostenibilità sociale
(tratto dal mio intervento al primo congresso regionale RdB-CUB CAMPANIA)
Democrazia sindacale e contrattazione
La politica sindacale dei confederali, la conosciamo tutti e sappiamo che faranno in modo di farla diventare sempre più subdola e antidemocratica.
Contro le dittature ci vogliono i partigiani, lo siamo noi e lo possono diventare coloro che da anni sopportano, criticano ma ancora non hanno trovato il coraggio di “passare dalla loro parte” con NOI, con la RdB-CUB. I lavoratori hanno bisogno di informazione e di sentire che non sono soli. Non li dobbiamo perdere, aiutiamoli a far emergere in loro, quella coscienza sindacale che viene offuscata, umiliata, soffocata, venduta e svenduta da CGIL, CISL e UIL.
La contrattazione di secondo livello, la grande sciagura del patto per l’Italia del 1993, è il luogo dove si sprecano le clientele che aumentano la forza della dittatura confederale e purtroppo è anche il luogo dove si mette il freno allo sviluppo e alla produttività delle aziende e del sistema ITALIA.
Come è possibile che “distaccati sindacali” possano percepire indennità organizzative e di responsabilità quando sono sindacalisti di professione e non certo lavoratori che producono ?
Approfittano dei lorio privilegi sempre più elitari e ambiti, per aumentare e garantire le deleghe, le tessere; non certo per far funzionare l’azienda.

Pagano i cittadini e i lavoratori onesti, paga tutto il sistema ITALIA.
Bisogna togliere i soldi dai tavoli della contrattazione di secondo livello, questo è il mio pensiero, affinché l’Italia possa cancellare il paradosso che vede ogni lavoratore a parità di inquadramento e di lavoro, con un salario diverso a seconda dell’azienda e della città di appartenenza.
Questa non è contrattazione equa. Questa è una babilonia. E’ la babilonia che premia pochi privilegiati e umilia la vera forza lavoro del nostro paese. Questa babilonia contrattuale deve finire.
Bisogna togliere quei soldi (rappresentano + o – il 20% del salario base complessivo) dalla contrattazione di secondo livello, per ridare ai lavoratori un trattamento equo e paritario.
Quello che poi i sindacati sapranno strappare in ambito locale sarà solo dovuto alla loro bravura e alla capacità di manager ed amministratori di intercettare reali processi di gratificazione e produttività e realizzarli con investimenti mirati.
Non può esistere a priori una quota (calcolata sul monte salari di tutti) che devono spartirsi con i loro, ormai consolidati, metodi clientelari che sono lo schiaffo più atroce al bisogno legittimo dei cittadini onesti che si aspettano, anche da tutti noi, una giustizia, una scuola, una sanità pubblica che funzioni sul serio e non a parole.
Purtroppo, sapete meglio di me come i grandi confederali ormai sono avviati verso un nuovo patto per l’italia dove addirittura il secondo livello deve pesare ancora di più – ci hanno preso gusto e vogliono insistere.
Le sceneggiate medianiche su giornali e in tv tra Pezzotta, Angeletti ed Epifani le conoscete tutti. Tutti a filosofare su Ichino che con il suo vangelo accademico «A che cosa serve il sindacato» è diventato il nuovo messia dell’annullamento della contrattazione nazionale che finirebbe per risultare una semplice linea guida più che un contratto collettivo di lavoro. Bella idea quelle delle deroghe a piacere.

La verità è che il frazionamento della contrattazione decentrata funziona, lo sa Ichino e lo sanno i confederali: la contrattazione decentrata aumenta il controllo della massa lavoratrice, la nuova classe operaia che in ambito aziendale si accontenta di un’ora di straordinario, una vigilanza, un piccolo benefit in cambio della tessera gestita dal dirigente confederale. Con questo controllo gli accordi con le amministrazioni, le nuove “governance”, si fanno sempre più mirati allo smantellamento del lavoro, garanzia di una vita dignitosa, per un lavoro precario, sottopagato, provvisorio e improduttivo.
La contrattazione di secondo livello sta mettendo in ginocchio l’italia: milioni di ore lavoro buttate in chiacchiere scontate e truffaldine, altro che democrazia sindacale e stimolo allo sviluppo.
Addirittura oggi si ragiona di terzo e quarto livello !!! Siamo alla FOLLIA, torneremo alla contrattazione personale datatore lavoratore. Torneremmo al medioevo ... intanto si sta facendo strada, sempre piu' determinata la regionalizzazione dei contratti ... livello nel livello altro che EUROPA!!!
C'e' solo una necessita' (nascosta) che giustifica queste pratiche: aumentare a dismisura i sindacalisti che vanno a comporre il forte esercito dei signor SI ... a prescindere, a prescindere dai contenuti, a prescindere dai contratti, a prescindere dai veri diritti e dalle vere dignita' del lavoro.
So bene, come le mie ore, le nostre ore sono battaglie continue e fondamentali. A quanti, come me, prende l’angoscia assistendo a contrattazioni fasulle ormai già definite e chiuse in altre stanze e su altri tavoli ?
La nuova scala mobileLa campagna della nuova scala mobile sostiene in pieno il rafforzamento della contrattazione nazionale e in questo senso è lo strumento indispensabile per recuperare quello che ci viene sistematicamente tolto e mai restituito di anno in anno di contratto in contratto ormai da troppo tempo. Soldi tolti a tutti i lavoratori e a tutti i pensionati.
Quello che dobbiamo fare nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e’ raccogliere firme affinche’ questa iniziativa possa spiccare il volo e diventare legge. La firma, l’informazione e raccogliere nuove tessere e nuovi entusiasmi.
Come la scala mobile, il taglio delle pensioni è stato voluto ed imposto con una semplicità paurosa. E’ ormai un fatto scontato ed è il prezzo che i lavoratori hanno pagato e pagheranno per il grosso potere che i confederali hanno ottenuto. Loro mangiano, bevono e fanno i gradassi, i congressi all’americana, mentre i lavoratori e i pensionati pagano il conto ed ironia dei paradossi li continuano a foraggiare con le tessere ogni mese (oltre 10 milioni di tessere anche se piu’ della metà sono pensionati – oltre 100 milioni di euro ogni mese … pochi ? poverini, le tessere stanno calando …
Secondo voi perché fanno fuoco e fiamme per il grande affare del terzo millennio ?
Si il TFR, ecco a cosa hanno pensato … ingordi e truffatori !
Anche a Ballarò non è stato spiegato che con il TFR investito nei fondi pensione si perde la liquidazione. Sarà uno scippo legalizzato. Tocca a noi spiegarlo alla gente e far fallire questa truffa: la riforma del ministro Maroni.
"Nel corso degli anni ’90 ci sono state due grandi riforme del sistema previdenziale, la Legge Amato del 1992 e la Legge Dini del 1995, nonchè una serie di continui aggiustamenti tra il 1996 e il 2003, fino all’ultima significativa riforma dell’anno scorso. Per effetto di queste disposizioni, i lavoratori hanno subito una sostanziale riduzione della pensione pubblica, un tempo pari all’80% dell’ultima retribuzione e oggi ragionevolmente corrispondente alla metà di questo valore." *
Se ne parla come se fosse una cosa normale. Si come era normale bere olio di ricino quando si parlava di libertà sotto la dittatura fascista.
Si è passati dal sistema retributivo a quello contributivo. Bisogna raccontarlo alla gente, bisogna spiegarlo e chiedere il conto ai confederali di questa grande ingiustizia. E' quello che farò perché così posso interessare le persone, creare consenso e fare una nuova tessera RDB.
La pensione retributiva
Il sistema retributivo è stata una conquista e io dico che non possiamo arretrare e rinunciare a questa conquista. La pensione calcolata non in base a quanti contributi si è versato (cioè il sistema retributivo) è un premio di distribuzione di ricchezza che un lavoratore ha determinato con il suo impegno lavorativo di una vita.
Oggi l’Inps è in attivo. Lo dice anche il nano portatore di democrazia. Dove è finito il buco che ha terrorizzato gli italiani ? I legislatori (con la complicità dei confederali) hanno avuto tanta paura da varare un riforma drastica che taglia le pensioni future fino al 40 e anche 60%.
La produttività del sistema paese in “35 anni di contributi” aumenta oltre un fattore 10. Questa ricchezza se retribuita al lavoratore che va in pensione si trasforma in consumi che a loro volta creano occupazione e nuova ricchezza.
Nel 2020, quando inizieranno a ritirarsi coloro che avevano meno di 18 anni di contributi nel 1995, i lavoratori si troveranno con pensioni da fame e la situazione sarà sempre più drammatica man mano che il nuovo sistema di calcolo agirà su tutta la vita contributiva.
La previdenza pubblica è una conquista sociale che tutti i lavoratori devono difendere con i denti stretti; va incentivata e migliorata, giammai dismessa a favore di gruppi economici a cui interessa solo il profitto immediato e duraturo anche a discapito del benessere e della sostenibilità economica degli individui.

Dicendo che non si sarebbero potute pagare le pensioni si è trovata la soluzione introducendo il sistema “contributivo” che di fatto le ridimensiona. Le taglia drasticamente. Se poi le pensioni basse affameranno i pensionati ? La risposta è semplice: “occorre prevedere una pensione integrativa”. Questo è il vero progetto nascosto. Hanno tagliato le pensioni per poi creare il sistema “necessario” di integrazione pensionistica. Naturalmente è esploso il ricco mercato delle assicurazioni sulla vita che diventano una piccola pensione integrativa dopo 20/30 anni. Fiumi di denaro carpito in cambio di prodotti finanziari diventati, ormai necessari. Hanno fatto diventare NECESSARI e venduti come il pane, mille e mille prodotti finanziari che eserciti di assicuratori offrono sul mercato.
L’introduzione del sistema “contributivo”, dal Governo Amato del 92’ al Governo Dini del 95’, ha annullato decenni di saggia programmazione del lavoro e della previdenza. Il sistema “contributivo”, ha buttato al vento grandi conquiste sindacali e la speranza di una crescita economica positiva e condivisa con tutti i lavoratori dipendenti.
E’ infatti evidente che se il reddito degli stessi lavoratori dipende in parte dalla spesa degli anziani, con la cancellazione di questa spesa si cancella quel reddito e ciò vale ancor di più per i redditi futuri. Bisogna riflettere ed analizzare questo fenomeno perché determinerà il modello di società in cui vivremo nel nostro prossimo futuro. Bisogna ricorrere ai ripari per non farsi travolgere: la ricchezza di pochi, seppure legittima se onesta e meritata, non può minare la sostenibilità di un’intera società.
Gli stipendi sono bassi?
Come si fa a pagare una pensione integrativa?
La risposta a queste domande trova nella sua banalità un’atroce conferma: “TFR”. Investendo il proprio TFR si paga un altro pezzettino di pensione integrativa. Peccato che poi nel frattempo la famosa “liquidazione” sarà scomparsa.
Il TFR dei lavoratori diventa un business da 18 miliardi di euro ogni anno (se contiamo anche il pubblico impiego).
La riforma del TFR completerà il grande affare del sistema pensione, la ciliegina su una torta velenosa e indigesta per tutti noi.
Tre emergenze: Contrattazione - Scala mobile - Previdenza. Con passione, con convinzione, voglio raccontare di un sindacato che vuole riconquistare quello che altri hanno tristemente svenduto: diritti e dignità su tutto. E se potrò, la politica dovrà realizzare la soluzione a queste tre grandi emergenze. Pietro Di Gennaro
