PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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martedì, 31 ottobre 2006


www.aboliamoli.eu
grazie Andrea ... sei un grande !!!

postato da: pietrodigennaro alle ore 09:00 | link | commenti (2)
categorie: politica, societa, affari, dignitĂ  e diritti
mercoledì, 18 ottobre 2006

OSS_23_10_06
assemblea_20_10_06
lunedì, 16 ottobre 2006

SALERNO 18-19 OTTOBRE 2006 - RETE RIFIUTI ZERO CAMPANIA

salerno2MPC (Movimento Post Consumo)

RETE RIFIUTI ZERO CAMPANIA

CONFRONTO SUI SISTEMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI IMPATTO AMBIENTALE, SANITARIO, SOCIALE.
COSTI ECONOMICI

SALERNO 18-19 OTTOBRE 2006

NO AGLI INCENERITORI PER UNA CAMPANIA "RIFIUTI ZERO"

Dal convegno di Salerno 18 e 19 Ottobre 2006

Premessa alla "Carta di Salerno" - Per una Campania rifiuti zero

In Campania dopo 12 anni di Commissariato Straordinario, con lo spreco di circa 2000 miliardi di vecchie Lire, si continua a vivere di straordinaria emergenza con cumuli di immondizie per le strade ed improvvisate discariche a cielo aperto, mentre i rischi di epidemie si sommano ai danni creati dall'inquinamento di rifiuti tossici seppelliti ovunque e provenienti da tutt'Italia.
Il disastro ambientale creato dall'emergenza rifiuti in Campania non è dovuto ad una calamità del cielo, né tanto meno alle legittime proteste dei cittadini nei confronti di inceneritori e discariche.
La vera responsabile di questo disastro è la pubblica amministrazione che, nel suo complesso, dal governo centrale fino ai singoli comuni campani, si è dimostrata colpevolmente incapace di adottare provvedimenti efficaci ed economici.
Mentre in altre parti del paese, l'introduzione del porta a porta ha permesso il raggiungimento di raccolte differenziate superiori al 70%, la Campania nel 2004, faceva registrare un misero 12,1%.

Oggi, in piena continuità con il piano di Rastrelli, è il centrosinistra di Bassolino e soci, sostenuto anche da rifondazione, verdi e comunisti italiani, ad essere il più convinto assertore di una politica di smaltimento dei rifiuti incentrata sull?incenerimento e la proliferazione delle discariche, lasciate gestire tranquillamente da ecomafie ed imprenditori senza scrupoli.
Nonostante il palese fallimento del piano rifiuti, la rescissione del contratto con FIBE, le decine di inchieste della magistratura contro la stessa FIBE, Bassolino, Catenacci e gli altri responsabili del commissariato, nonché esponenti delle forze dell'ordine ? i lavori dell' inceneritore di Acerra vanno avanti.
Utilizzando, strumentalmente emergenze create ad arte si sta permettendo a FIBE, inspiegabilmente, di continuare a costruire l'inceneritore più grosso d'Europa in uno dei territori più inquinati d'Europa.
Lo stesso decreto governativo per l'emergenza rifiuti, approvato in questi giorni, assegna poteri straordinari ancora più ampi al neocommissario Bertolaso, senza mettere in discussione il proseguimento dei lavori, nonostante le 27 prescrizioni seguenti alla valutazione di impatto ambientale.
La verità è che l'incenerimento è un grande businnes, e gli amministratori locali a partire dal Sindaco di Salerno De Luca, fanno a gara per metterci le mani sopra nonostante la comprovata nocività ed antieconomicità. Così mentre le ribellioni popolari vengono vergognosamente additate dai politici di complicità con la camorra, quest?ultima grazie alle complicità politiche, continua a fare affari d'oro e le lobbies politico-finanziarie si apprestano a sedere al banchetto per dividersi un'altra enorme torta da 4,5 miliardi di Euro, previsti dal nuovo bando di gara, fortunatamente annullato per ben 2 volte negli ultimi mesi.
Lo stesso ministro dell'ambiente Pecoraio Scanio che a livello siciliano prende posizione contro l'incenerimento, a livello campano si inchina ai poteri forti, sostenendo che l' inceneritore di Acerra non può più essere fermato e va semplicemente adeguato.

Come comitati popolari, realtà di base, tecnici e scienziati sostenitori di un modello di sviluppo ecocompatibile, che si sono riuniti a Salerno il 18 e 19 Ottobre 2006 riteniamo necessario cambiare rotta ed invitiamo le istituzioni regionali, provinciali e comunali della Campania a bloccare la costruzione dell' inceneritore di Acerra e degli altri previsti ed a riscrivere in maniera partecipata con le comunità un piano dei rifiuti rispettoso della natura e della salute incentrato sulla raccolta differenziata porta a porta, il riciclo il riuso dei materiali, nonché la riduzione a monte degli stessi.



CARTA DI SALERNO
'Per una Campania Rifiuti Zero'

Fondamenti di un nuovo Piano per la Gestione dei Materiali Post Consumo (MPC) in Campania.

Il Piano di gestione dei MPC che proponiamo per la Campania e per il Paese fa proprie le migliori e più moderne scelte attuate a livello mondiale, può evitare definitivamente l'insorgere di emergenze rifiuti, garantisce bassi impatti ambientali, elevati recuperi energetici, creazione di nuova occupazione, costi contenuti.

Quelle che seguono sono le principali caratteristiche del Piano:

- Pieno rispetto delle leggi ed in particolare delle priorità previste dalle normative europee e nazionali: Riduzione, Riuso e Riciclo, devono essere i destini della maggiore quantità di MPC attualmente prodotto.
o di conseguenza il nuovo Piano prevede che, a livello locale e nazionale, si debba progressivamente passare dalle scelte che privilegiano lo smaltimento, a quelle che danno la priorità al riuso e al recupero dei materiali.

- Elementi cardini del Piano:
o Introduzione di una politica Tariffaria, rispettosa della legge e in grado di far pagare a cittadini ed aziende l'effettivo servizio erogato
o Introduzione progressiva e diffusa della raccolta differenziata a domicilio (Porta a Porta), l'unico sistema che permette di quantificare l?effettiva produzione di MPC da parte di nuclei famigliari ed aziende.
o Di concerto con il governo, il Piano attiva un'energica politica di sostegno al compostaggio, al riciclo, alla riduzione dell'usa e getta, alla reintroduzione del vuoto a rendere.
o Gestione delle fasi del ciclo realmente pubblica, a tutela degli interessi collettivi e non delle imprese di smaltimento

Le scelte del Piano devono favorire gli interessi diffusi della comunità, in particolare:
i processi di trasformazione inseriti nel ciclo di trattamento devono essere intrinsecamente sicuri e a basso impatto ambientale.
Queste sono le caratteristiche dei metodi di trattamento biologico, in particolare:
Compostaggio
Bio-ossidazione
Fermentazione anaerobica
Pertanto i materiali post consumo biodegradabili (che rappresentano circa il 60% dei MPC urbani) devono essere prioritariamente trattati con sistemi biologici a freddo, dando la priorità a sistemi integrati che favoriscano la produzione di compost di qualità.
Il recupero energetico dei MPC delle biomasse putrescibili deve privilegiare la produzione del metano con tecniche di fermentazione anaerobica
Il recupero energetico delle materie plastiche deve privilegiare la loro raccolta differenziata di qualità, finalizzata al riciclo e al riutilizzo

- Le scelte adottate, a parità di costi complessivi, devono creare il più elevato numero possibile di nuovi posti di lavoro, caratteristica intrinseca dei sistemi di raccolta 'porta a porta' e delle nuove attività indotte dal riciclo e dal riuso
- devono premiare economicamente le scelte virtuose dei cittadini e delle imprese: paga meno chi produce meno rifiuti.

Salerno 19 Ottobre 2006


Rete Nazionale Rifiuti Zero
Comitato Carmine Iuorio 23 Febbraio Campagna
ML Salerno Provincia
Bottega Equa e Solidale Tutta n'ata storia Nocera Inferiore
Comitato contro l'inceneritore di Acerra
Presidio contro l'inceneritore di Acerra
Cobas Istituto Pascqale (NA)
Rete Campana Salute e Ambiente
Area Antagonista Campana

domenica, 15 ottobre 2006

Lettera aperta ai cittadini e alla politica salernitana

salerno4Oggi più che mai, diventa essenziale e prioritario partecipare al governo dei processi politici che trasformeranno la città e la nostra provincia. Se è vero che l’invito al “fare” si accompagna alla lungimiranza concreta dell’efficienza e dell’impegno al servizio dell’organizzazione sociale, allora è plausibile associare quest’epoca a quella già teorizzata da Max Weber ad inizio secolo come motore del capitalismo occidentale. Stiamo vivendo una  "ascesi politica", un nuovo culto di fede materiale, cioè un ascetismo che si traduce in un impegno radicale nel mondo e che fa del successo la prova della grazia divina. L’isteria popolare della vittoria e le processioni religiose di ringraziamento ne sono una semplice conferma. Per la legge dei corsi e ricorsi storici dobbiamo aspettarci una nuova rivoluzione industriale, un nuovo boom economico e un nuovo sessantotto, di cui probabilmente la nostra regione ha assoluto bisogno per salvarsi dalla profonda crisi economica ed occupazionale, che la tiene sotto scacco.
Oggi più che mai la politica salernitana ha bisogno della partecipazione dei suoi cittadini, attraverso i partiti, i sindacati e le associazioni per imporre il controllo necessario affinché siano spazzate via le logiche medioevali della svendita delle “indulgenze” del terzo millennio. Da destra a sinistra, ognuno nelle sue convinzioni ideologiche, deve distruggere la strumentalizzazione operata dalle lobby partitiche, sindacali e associative che fermano ogni processo veramente democratico che deve vedere “la base” protagonista cosciente di ogni decisione. La responsabilità politica di chi governa è enorme ma allo stesso tempo più forte deve essere la responsabilità nel partecipare e nel controllare questo governo in una logica di normale coalizione di centro sinistra come nella normale logica di opposizione alternativa. Questo impegno è dovuto ai cittadini che con il loro voto hanno espresso fiducia e delega politica.  Chi vuole tirarsi fuori da questo impegno non può usare l’avversione alla persona, scadendo nel provincialismo più immaturo, perché il suo deve essere un rapportarsi con le figure istituzionali all’interno delle regole e delle norme statutarie che reggono la struttura di governo della città e della provincia. A chi e a cosa serve definire il sindaco di Salerno di destra, quando ormai nello show business della TV l’invettiva di “fascista” di Sgarbi verso la Mussolini serve solo come marketta per l’audience? Forse serve per creare una divisione apparente che promuova la doverosa partecipazione politica al governo della città? Probabilmente meglio sarebbe coinvolgere la gente su temi precisi su cui misurare critiche e proposte, invece di sprecare risorse con manifesti che forse andavano bene negli anni settanta ma che già nel grande film Totò, Peppino e la malafemmina, De Filippo rende inutile con una famosa battuta: “ho detto tutto e non dice mai niente”.
Tra le emergenze più sentite dai cittadini vi sono l’efficienza dei servizi pubblici, la difesa del reddito e il lavoro. Queste emergenze trovano ristoro immediato in due proposte di legge presentate ed appoggiate da tutto il sindacalismo di base e dalla politica che si pone, attraversando più partiti, molto più a sinistra del processo politico chiamato partito democratico, in uno spazio molto più grande e di natura veramente europea. Le proposte legislative sono riassunte nella reintroduzione della scala mobile e nella stabilizzazione del lavoro precario nel pubblico impiego. Queste sono azioni politiche concrete e precise su cui richiamare la partecipazione dei cittadini nei partiti, nei sindacati e in tutti i movimenti che hanno a cuore la corretta e solidale socializzazione degli individui. Non meno importanti sono chiaramente la salute, la giustizia, la scuola e l’ambiente.
Bisogna scegliere. Non scegliere le persone e quindi il loro culto o la loro demonizzazione. Bisogna scegliere e percorrere le strade che portano ai diversi modelli sociali del prossimo futuro. In questa scelta, le organizzazioni ancora da organizzare hanno bisogno di partecipazione e discussioni troppo spesso ancora allo stato embrionale e tristemente elitario. La rinascita di Salerno e della sua provincia è affidata alla capacità dei salernitani di superare le barriere dell’oscurantismo clientelare (in forte affanno nel ripagare le cambiali firmate elezione dopo elezione) per proiettarsi verso una partecipazione che reclami il sacrosanto diritto di sentirsi orgogliosi del proprio territorio e delle proprie istituzioni locali insieme alla naturale gratificazione del sentirsi protagonisti nella società che si contribuisce a migliorare.


Pietro Di Gennaro
postato da: pietrodigennaro alle ore 11:27 | link | commenti (2)
categorie: politica, lavoro, sindacato, salerno, dignitĂ  e diritti