“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
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che avevano rifiutato i 272.000 euro del compenso previsto
PER QUALCUNO NICOLAIS FA’ I MIRACOLI: SANTO SUBITO!!22 febbraio 2007 - Il Manifesto
Pubblico impiego allo sciopero contro esuberi e «smantellamento»
Le RdB rifiutano il «memorandum» sottoscritto tra governo, Cgil, Cisl e Uil
(Fr.Pi.) Tre milioni di lavoratori - quelli del pubblico impiego - hanno ovviamente molti modi di declinare le proprie rappresentanze sindacali. Se da un lato, perciò - vedi sopra - i sindacati confederali li invitano a scioperare perché il «memorandum di intesa» firmato un mese fa non viene ancora applicato, altri - le RdB, Rappresentanze di base - li invitano ad astenersi dal lavoro proprio per impedire che le misure lì previste vengano messe in pratica.
Il 30 marzo, per le RdB, è il giorno della verità. A quella data, infatti, dovranno esser note le circolari attuative di quanto previsto già nella legge finanziaria, con i primi effetti della «riorganizzazione della pubblica amministrazione». Le cui linee guida, però, sono già molto chiare a chi lì dentro ci lavora tutti i giorni: «smantellamento e almeno 60.000 esuberi», tra abolizione del Pra, dei servizi informatici dell'Aci, la riduzione degli Uffici provinciali del tesoro, ecc. Le chiavi di volta sono individuate nel «memorandum» sottoscritto tra Cgil, Cisl, Uil e governo, che prevede criteri meritocratici per la valutazione dei lavoratori, mobilità all'interno della provincia, «pagelle» di soddisfazione stilate dalle associazioni di consumatori (ma una, l'Acu, se ne è tirata fuori solidarizzando con gli statali). A ciò si aggiunge il non rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 14 mesi e di cui non si vede l'orizzonte (c'è consapevolezza del fatto che anche per il 2007 si andrà all'indennità di «vacanza contrattuale»: 26 euro e basta lì). Ogni notizia positiva sulla crescita dell'economia non fa che rinfocolare l'irritazione: «+10% di esportazioni, entrate fiscali al record... ma quando si farà un po' di redistribuzione del reddito? qui si aumenta la spesa solo per le forze armate».
Pure sui precari, di cui «demagogicamente è stata annunciata l'assunzione», mancano le risorse per mantenere la promessa (120 milioni di euro, come nel 2004 con Berlusconi: copriranno forse il 2% dei 250.000 precari censiti).
E poi lo «scippo del tfr» (che qui si chiama tfs, trattamento di fine servizio) «per favorire i fondi negoziali e quei sindacati che si sono trasformati in soggetto finanziario».
Non c'è però una difesa corporativa classica delle prerogative o peggio delle «brutte abitudini» che fanno da archivio per le battute sui quei «fannulloni degli statali». Anche perché «le regole per stroncare gli abusi e gli sprechi ci sono già». Qui la certezza - più che l'impressione - è che si voglia soprattutto ridurre la spesa pubblica con criteri «ragionieristici», senza preoccuparsi per la perdita di servizi essenziali - «universali e garantiti» - in favore della cittadinanza. Come esempio concreto si accenna a un'iniziativa congiunta tra lavoratori e utenti degli asili nido romani nel corso della prossima settimana; a dimostrazione che «lotta alla precarietà, un'amministrazione pubblica efficiente e garanzia degli utenti» stanno insieme, non contrapposti.
Un problema politico non secondario è comunque costituto dai «buchi» - e dall'applicazione distorta - della «legge sulla rappresentanza». Al tavolo con il governo, per discutere del grande piano di riassetto del pubblico impiego a tutti i livelli, sono stati chiamate soltanto le tre sigle confederali. E allora «che senso ha chiederci di rispettare tutte le norme, di raggiungere il 5%, e poi procedere come se le altre forze sindacali non esistessero?».
Arroganza e soluzioni tecnocratiche: un mix che proprio non sembra portare successi a una maggioranza politica sempre distante dalla sua base: reale e potenziale.







«... Il progetto cui tendo è di grande ambizione, il cinismo politico che dovrei avere per chiudere gli occhi no. La mia “mission” è anomala in questa città. Forse impossibile, perché occorre essere schierati, fedeli e conformisti, a quanto pare, da una parte o dall’altra. Immaginare per esempio che aprendo gli spazi della cultura, uno ad uno, ma veramente aprendoli, e lasciando fuori quella politica/partitica che fa solo danni, si contribuisca a formare un pensiero giovanile davvero critico e creativo, è al limite dell’utopia. Ma mi sentivo abbastanza vicino all’inizio di un cammino di questo tipo. Non so se al mio rientro avrò ancora margini per sentirmi tale.» Paolo Apolito - Il mattino 8/2/07
«... Lo sviluppo culturale, se sufficientemente incoraggiato e stimolato, rappresenta una grande spinta sociale in grado di veicolare forti messaggi di onestaĚ€, legalitaĚ€ e solidarietaĚ€. Occorre contrastare la convinzione che la nostra cittaĚ€ non sia in grado di offrire sostanziali e nuove alternative in campo culturale, avendo particolare attenzione a favorire iniziative di giovani intellettualitaĚ€ e professionalitaĚ€ in campo artistico. Dall’incontro con alcuni rappresentanti del mondo culturale eĚ€ emersa forte e dirompente la necessitaĚ€ di valorizzare innanzitutto la proposta artistica salernitana. Proprio in virtuĚ€ della ovvia opportunitaĚ€ al potenziamento ed al sostegno delle espressioni artistiche locali, risulta necessario riportare la proposta culturale su di un piano professionale ben piuĚ€ elevato, sostenendo la formazione di laboratori e scuole professionali rivolte a tutti i lavoratori dello spettacolo per ricondurre sul piano della professionalitaĚ€ le tante espressioni artistiche del salernitano, che troppo spesso restano ferme sul piano embrionale dell’amatorialitaĚ€...» Vincenzo De Luca - programma elettorale 2006
«... La lotta antiautoritaria diviene tensione libertaria e costruttiva per un presente e un futuro desiderabili. L'autorità è credibile, e rispettabile, se animata da uno spirito di verità ed esercita la propria influenza a servizio dell'emancipazione umana: altrimenti non si sgiustifica, e va combattuta. il suo potere è nullo, quale che sia il suo grado e la forza che è capace di esercitare. Può rimanere in piedi, e restare operante: ma è vuota e ininfluente, perchè le manca il consenso dei sottoposti. E' qui il grande rovesciamento culturale...» Mario Capanna - Lettera a mio figlio sul Sessantotto (1998)