PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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giovedì, 29 maggio 2008

“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

3 giugno 2008 ore 8:30-13:15 - Università la Sapienza di Roma

 
“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

Incontro internazionale per un vertice alternativo

 
che si inserisce nella discussione sul “Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia” organizzato dalla FAO,
 
sostiene la lettera aperta in difesa dell’Amazzonia firmata a Brasilia il 14 Aprile 2008 e inviata al presidente Lula e al governno brasiliano da rappresentanti del Consiglio della Comisione Pastoral della Terra, del Coordinamento de La Via Campesina Internazionale, del Coordinamento del Movimento dei Lavoratori Sem Terra, del Coordinamento del Movimento dei Colpiti dalle Dighe, del Coordinamento delle Donne Contadine, del Coordinamento dei Piccoli Agricoltori e molti altri;
 
si propone come momento di confronto all’interno del gruppo promotore del “Forum Africa-Italia” avviato nel Comitato Cittadino per la Cooperazione Decentrata di Roma con la partecipazione di soggetti sociali della diaspora africana in Italia e rivolto ai movimenti contadini africani e a tutti gli altri movimenti che in Europa e nel mondo operano per la giustizia economica, sociale e di genere.Per favorire la consultazione e l’informazione verrà distribuita una bozza di documento programmatico del Forum Africa-Italia;
 
nelle riflessioni per il 60° anniversario della catastrofe palestinese;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai movimenti indios e di base, e ai governi dei paesi dell’America del Sud, che lottano per la difesa e la socializzazione dei beni comuni;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai processi di democrazia partecipativa e di autodeterminazione dei governi della Bolivia, Venezuela, Cuba, Ecuador e di tutti i popoli che lottano per la propria indipendenza;
 
porterà un suo contributo di campagne e discussione nell’ambito del Forum Sociale Europeo;
 
l’iniziativa si inserisce infine nelle proposte per l’anno europeo del dialogo interculturale.
 
L’incontro si svolge Martedì 3 giugno 2008 dalle ore 8:30 alle 13:15
presso l’aula Magna di Scienze Statistiche – Aula Gini
Università Roma 1 la Sapienza - p.le A. Moro, 5 – Roma

 
A margine del seminario sarà offerto un rinfresco a base mozzarella biologica e pasta.

 
PROGRAMMA
 
Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni
Incontro internazionale per un vertice alternativo
Incontro internazionale Organizzato da: Luciano Vasapollo: Università di Roma 1 e Università dell’Avana e di Pinar del Rio, Memmo Buttinelli: Università Roma1.
Promotori: Altri Mondi, ass. Michele Mancino, amig@s MST Italia, A Sud ecologia, Centro Studi Cestes Proteo, comitato Palestina nel cuore, comunità palestinese di Roma e del Lazio, Engim, Federazione Diaspora Africana Roma Lazio, Fuorimercato, Natura Avventura edizioni, esponenti del coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, rivista Nuestra America, Radio Città Aperta, ass. Sonia, esperti associazioni e soggetti sociali.

 
PROGRAMMA PROVVISORIO
Ore 9:00
• Saluto degli organizzatori Apertura dei lavori
Palestina,Asia e Africa: snodi e contraddizioni nelle politiche dominanti energetiche e sui beni comuni
• Modera e introduce Memmo Buttinelli - ass. Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Proiezione del documentario su Acqua ed Agricoltura in Palestina
• avv. Beissan al Qariouty comunità palestinese di Roma e del Lazio
• Bassam Saleh - comitato con la Palestina nel cuore,
• Sonja Cappello, SID Society for International Development
• Godwin Chukwu (Nigeria) – Federazione Diaspora Africana Roma Lazio – Comitato promotore Forum Africa–Italia
• Giuseppe Antonio Mancino – ass.Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Pier Paolo Leonardi – coordinamento nazionale Rdb CUB.
• Vincenzo Migliucci – Cobas – Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
Discussione
 
Ore 11:00
Difendere i processi di democrazia partecipativa e la socializzazione dei beni comuni in America del Sud
• Modera e introduce Luciano Vasapollo – Centro Studi Cestes Proteo
• Elmer Catarina – Ambasciatore di Bolivia in Italia
•  Geoconda Galan – Ambasciatore dell’Equador in Italia
• Yamila Pita – Consigliere Politico – ambasciatore di Cuba in Italia
• Doris Thesis – Consigliera Politica – Ambasciatrice del Venezuela in Italia
• un rappresentante dei Sem Terra
• un rappresentante de La Via Campesina
• Andrea Tronchin – ARI – CISA – Tavolo nazionale delle Reti di Economia Solidale – FIMARC – VC
• Enzo di Brango – rivista Nuestra America
• Alessio Ramaccioni – Radio Città Aperta
• Domenico Vasapollo – Natura Avventura edizioni
• Sara Vegni – A Sud - Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Vicky Tauli Corpuz – Chair, UN Permanent Forum On Indigenous Issues
Discussione
 
 

MA QUALI FANNULLONI, E’ IN ATTO UN ATTACCO ALLA DIGNITA’ DEI PUBBLICI DIPENDENTI!



sanita2Le continue campagne diffamatorie nei confronti dei dipendenti pubblici additati al pubblico ludibrio, nascondono in realtà una volontà politica “liquidatoria” della pubblica amministrazione, delle sue funzioni e dei servizi che garantisce alla collettività.

Additare allo scandalo poche decine di casi clamorosi, peraltro sanzionabili e sanzionati da magistratura e dirigenza, come elemento di valutazione generale  di oltre 3.500.000 dipendenti pubblici che LAVORANO:

In condizioni di sott’organico ormai strutturale grazie ai ripetuti blocchi di assunzioni e turn over.

Sprovvisti dei più elementari strumenti di lavoro, come carta, fotocopiatrici, garze, siringhe…

Con procedure e regolamenti che, qualora  applicati alla lettera, paralizzerebbero la pubblica amministrazione, tanto che la loro applicazione “alla lettera” è considerata forma di lotta.

Con una normativa di legge disparata, ripetitiva e sovrabbondante.

Assumendosi la responsabilità di operare fuori dai regolamenti e dalle proprie mansioni per garantire servizi a quella stessa utenza che viene loro scagliata contro attraverso le campagne diffamatorie ed i disservizi strutturali attribuiti invece ai dipendenti.

Con carichi di lavoro spesso insopportabili, organizzazione del lavoro improvvisata e salari vicini alla soglia di povertà.

Tutto  questo senza voler incidere, viceversa su una reale razionalizzazione delle spese finalizzata ad offrire servizi migliori. Per far questo bisogna intervenire su:

Consulenze faraoniche e inutili o addirittura dannose.

Appalti fuori controllo e senza verifica della qualità delle prestazioni erogate.

Esternalizzazioni di intere funzioni pubbliche e servizi senza possibilità di verifica qualitativa e di costo reale e non solo formale.

Acquisti di pessima qualità e convenienti solo per chi vende.

Tutto questo non può essere solo frutto di  cecità o stupidità: sotto c’è qualcos’altro, come denunciamo ormai da anni.

logordbQual è il vero obiettivo di questi professionisti della denigrazione del pubblico dipendente,  ormai  diventato un vero e proprio ceto intellettuale, che si autoalimenta anche in termini di guadagni sostanziosi? Perché in questo Paese denunciare come funziona la pubblica amministrazione è oggetto di procedimento disciplinare e denuncia per diffamazione e lesione di immagine, se a denunciare è un dipendente pubblico, mentre diffamare, senza prova alcuna, 3.500.000 dipendenti pubblici non comporta alcun reato ?

E’ un principio strano per chi si propone come riformatore!
 
È ormai giunta l’ora di scoprire le carte e passare dagli insulti alle verifiche, dalle parole alle intenzioni reali  denunciando  QUAL’E’ IL VERO MODELLO DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA CHE HANNO IN MENTE. Perché è ora che tutti comprendano dove ci porta la strategia adottata fin qui: siamo stanchi di offese e parole. Gli interventi frammentari adottati finora sull’onda degli umori di un’ opinione pubblica ingannevolmente orientata, hanno ulteriormente peggiorato la condizione lavorativa, umana e professionale dei dipendenti pubblici.

Alle giuste istanze avanzate si risponde con inasprimento dei codici disciplinari, con il mito del licenziamento facile, e con la grande intuizione della produttività come parametro di valutazione funzionale. È tempo di dire  PER FARE COSA BISOGNA ESSERE PRODUTTIVI, QUAL’E’ L’OBIETTIVO E LA MISSION CHE SI VUOLE RISERVARE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ‘

bandieraNella realtà, senza chiarezza  rispetto al  modello e alla strategia, il mito della produttività serve solo a nascondere una feroce flessibilità lavorativa, professionale, contrattuale, salariale, normativa. Vale a dire rendere precarie le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti pubblici e diminuire i servizi forniti ai cittadini.

L’attacco alla nostra Organizzazione definita conservatrice è sintomatico, perché  siamo il sindacato indipendente che non rinuncia al proprio ruolo di difesa dei lavoratori.

SIAMO CONSERVATORI, CONSERVATORI DELLA DIGNITA’, DELLE GARANZIE, DEL SALARIO, DEL RUOLO SOCIALE, DELLA PROFESSIONALITA’ DEI DIPENDENTI PUBBLICI; CONSERVATORI DELLE FUNZIONI E DELLE GARANZIE CHE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE DEVE FORNIRE ALLA COLLETTIVITA’.

Abbiamo sempre lottato per una pubblica amministrazione efficiente, ma non efficientista, perché abbiamo un’idea di ruolo e funzione della pubblica amministrazione come elemento di garanzia dello stato sociale, dei diritti universali e collettivi, delle funzioni sociali dello Stato.

Se la colpa di quanto non va viene attribuita ad una dirigenza inefficiente, si abbia  il coraggio di portare questa critica fino in fondo:

LA VERA DIRIGENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (ATTRAVERSO LEGGI, REGOLAMENTI, DISPOSIZIONI) E’ QUELLA STESSA CLASSE POLITICA CHE OGGI DISCONOSCE IL PROPRIO OPERATO TENTANDO DI DARE LA RESPONSABILITA’ AI DIPENDENTI PUBBLICI.

Non è difficile pensare che non possiamo accettare tutto questo e lo dimostreremo, come sempre!

PREPARIAMO UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO NEL MESE DI GIUGNO.

TUTTI A CHIAIANO !!!

chiaiano
La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano, come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più!
 
E’ la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato.
Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c’è la produzione di norme penali “Just-in-time” per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell’area della criminalità e dei “comportamenti antinazionali”.
Lo “stato d’eccezione”, quindi, diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale.
La repressione violenta, l’ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi bellici, l’arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale.
Perciò “il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle…) è così cruciale.
Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione.
 
Perciò facciamo appello ai cittadini, ai lavoratori, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno.
L’urgenza di questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania.
 
Per infrangere la cappa repressiva e l’accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza!
Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano, come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell’intero paese, sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni.
Contro la devastazione dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori.

Per costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso.
 
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
 
DOMENICA 1° GIUGNO 2008 ORE 16
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CHIAIANO (NAPOLI)

Coordinamento Nazionale Ministero dell'Economia e delle Finanze
Via XX Settembre n.97 - 00187 - ROMA www.rdbtesoro.it -

ilvenerdi_160508_inceneritori
sabato, 24 maggio 2008

CHIAIANO (NAPOLI) ... repressione e basta !!!


Napoli "Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra". "Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare". "Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)
 da: Repubblica.it

lunedì, 19 maggio 2008

Il grande spreco

j0315566[...] Bisogna che sia il Financial Times, non Liberazione, a scrivere: «I pochi pesci grossi fanno miliardi sia che i mercati salgano o che scendano, e le loro banche strappano il sostegno dello Stato mentre i pesci piccoli perdono la casa». Griffin e il Financial Times, non Veltroni nè Berlusconi, parlano, ora, della necessità di «porre regole al mercato».

L’ex capo del fondo Monetario, Koehler, attacca le «grottesche remunerazioni» dei banchieri d’affari responsabili «della massiccia distruzione di ricchezza» che stiamo vedendo e soffrendo. E invoca il ristabilimento di «una coltura bancaria continentale europea». [...]

  dal post "Il grande spreco" di Maurizio Blondet su  http://www.effedieffe.com 
postato da: pietrodigennaro alle ore 21:21 | link | commenti (2)
categorie: politica, societa, lavoro, affari, dignitĂ  e diritti
giovedì, 15 maggio 2008

«Lavoratori impoveriti, rilanciare il conflitto»

15 maggio 2008 - Liberazione

Sabato a Milano l'assemblea nazionale promossa da Cub, Cobas e SdL
«Lavoratori impoveriti, rilanciare il conflitto»
di Roberto Farneti


1
Rilanciare la mobilitazione sindacale nei luoghi di lavoro e nel paese, l'unica strada disponibile per risollevare la condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, impoveriti dalle politiche liberiste attuate da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, con il sostegno di Cgil Cisl Uil. E' questo l'obiettivo dell'appuntamento di sabato prossimo a Milano, presso la sala del Cinema Smeraldo, dove si terrà l'assemblea nazionale del sindacalismo di base promossa dalle tre principali organizzazioni: Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale.

Compito dell'assemblea, a cui prenderanno parte oltre mille delegati provenienti da tutta Italia, sarà quello di discutere e di decidere le forme di lotta da attuare nei prossimi mesi, compresa la proclamazione di un nuovo sciopero generale, dopo quello molto partecipato del 9 novembre scorso contro le politiche economiche del governo Prodi. «Quella piattaforma per noi è ancora valida - sottolinea Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub - non a caso il titolo dell'assemblea è "Continuare le lotte e la mobilitazione per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro, contro la precarietà, per la continuità del reddito, in difesa del contratto nazionale, per la democrazia nei luoghi di lavoro"». A differenza di Cgil Cisl Uil, «il sindacalismo di base è veramente indipendente, noi - sottolinea Leonardi - non abbiamo governi amici». L'iniziativa è, comunque, aperta a tutti: «L'importante - chiarisce ancora Leonardi - è che a intervenire siano lavoratori veri, delegati o Rsu. Non vogliamo passerelle».
Cub Cobas e Sdl Intercategoriale, pur nella diversità esistente tra le tre organizzazioni, vogliono anche dar vita a forme permanenti di consultazione. «Abbiamo deciso di avviare un percorso di rapporto unitario - spiega Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - non solo per organizzare insieme le assolutamente necessarie iniziative di lotta, ma anche per offrire a milioni di lavoratori, in un contesto difficile, un punto di riferimento alternativo a Cgil Cisl Uil, ormai avviate verso la creazione di un sindacato unico e intenzionate a cedere su tutta la linea al padronato e al goveno». Una subordinazione alle esigenze dell'impresa che fa il paio con «l'atteggiamento collaborativo del Pd nei confronti del governo Berlusconi».
Bernocchi fa l'esempio delle politiche contrattuali. «In Germania, dove il salario medio di un operaio è circa il doppio di quello italiano, abbiamo metalmeccanici, ferrovieri, settori del pubblico impiego che lottano per aumenti medi del 10%. Addirittura in Romania, paese dove non ci sono tradizioni di lotta sindacale particolarmente significative, addirittura gli operai della Renault lottano da un mese per avere il raddoppio del salario». In Italia invece «Cgil Cisl Uil, ma anche il Pd - sottolinea il portavoce dei Cobas - propongono di ridurre drasticamente il peso del contratto nazionale, con la promessa ingannevole di aumenti retributivi che giungeranno dal secondo livello, da cui continueranno ad essere esclusi la grande maggioranza dei lavoratori». L'unica soluzione che viene indicata ai lavoratori è quella di lavorare di più, cioè di fare straordinari.
Di fronte a tutto ciò, il sindacalismo di base deve dare risposte concrete. Le richieste che oggi emergono dal mondo del lavoro «sono - riassume Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl Intecategoriale - essenzialmente quattro: più salario, più pensioni, meno precarietà e più sicurezza sul lavoro». Su tutti e quattro questi temi le risposte di Cgil Cisl Uil sono «assolutamente insufficienti o contrarie». Tomaselli cita l'accordo del 23 luglio 2007 «che ha sancito la legge 30, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile e il decollo della previdenza integrativa privata, a scapito di quella pubblica». Non solo: «Negli ultimi giorni del governo Prodi - ricorda il coordinatore della Cub, Pierpaolo Leonardi - il ministro della Funzione Pubblica, con una circolare, ha bloccato di fatto il parziale processo di stabilizzazione dei 500mila precari pubblici avviato dalla Finanziaria». Anche sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo Leonardi, «c'è ancora molto da fare», visto che l'approvazione del nuovo Testo Unico non sembra avere ridotto gli incidenti.
Secondo Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale la responsabilità di questi risultati negativi per i lavoratori è in primo luogo della concertazione. Per questo bisogna rilanciare il conflitto. Una strada che passa per la messa in discussione del monopolio di Cgil Cisl e Uil. Monopolio «che si realizza con una assenza di democrazia nei luoghi di lavoro, dove ai sindacati non concertativi - accusa Bernocchi - viene negato il diritto di assemblea e di fare campagna elettorale. In più non esiste un meccanismo di elezione con liste nazionali che permetta di verificare chi è veramente rappresentativo».
L'altro aspetto fondamentale è l'attacco al diritto di sciopero. «Ormai nei servizi pubblici, nei trasporti e in molte altre realtà, scioperare - sottolinea Tomaselli - è diventato un'impresa quasi impossibile. Gli interventi della Commissione di Garanzia vanno ormai ben al di là di ciò che stabilisce la legge. Bisogna riappropriarsi degli strumenti di lotta che storicamente appartengono al mondo del lavoro, forzando anche l'applicazione che viene data delle norme sugli scioperi».
Tuttavia, per proporsi come una alternativa a Cgil Cisl Uil, «il sindacalismo di base - spiega Tomaselli - deve dimostrarsi capace di uscire da situazioni di nicchia in termini di rappresentanza. Questa è la forte ambizione che abbiamo, l'obiettivo che ci dobbiamo dare. Inoltre per noi di Sdl Intercategoriale, questo obiettivo dovrebbe essere patrimonio non semplicemente del sindacalismo di base ma anche di quelle forze che da posizioni di minoranza all'interno di Cgil Cisl Uil stanno indicando un modello diverso di sindacato».
domenica, 11 maggio 2008

CONTINUARE LE LOTTE E LA MOBILITAZIONE

ASSEMBLEA  NAZIONALE  - DEL SINDACALISMO DI BASE

DEI  DELEGATI, DELLE  RSU  E  DEGLI  ATTIVISTI  INDETTA  DA


CUB - Confederazione COBAS - SdL intercategoriale


SABATO 17 MAGGIO 2008
Ore 9.00/15.00 - MILANO – TEATRO SMERALDO
P.zza 25 Aprile. MM 2 Garibali x C.so Como


PER IL SALARIO, LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, I DIRITTI SINDACALI, PER I LAVORATORI E PARI DIRITTI PER TUTTE LE ORGANIZZAZIONI, LA CONTINUITÀ DEL REDDITO E CONTRO LA PRECARIETA’

Immagine COLECTIVO MURAL BRIGADA RAMONA PARRA - Chile - www.colectivobrp.cl

La condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati ha subito negli ultimi quindici anni un profondo peggioramento.

Dall’accordo del luglio '93 ad oggi si sono susseguiti pesanti attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli operai, degli impiegati, tutti i salariati/e da parte di tutti i governi che si sono succeduti.

Alla richiesta di politiche di ridistribuzione del reddito si è risposto sostenendo le imprese, riducendo i salari, rinnovando i contratti pubblici e privati con enorme ritardo e con aumenti miserrimi, aumentando prezzi e tariffe; all’esigenza di aumentare gli investimenti per scuola, sanità, previdenza pubblica si è preferito accrescere a dismisura le spese militari, ridurre le pensioni, tentare di scippare il TFR, privatizzare i profitti, socializzare le perdite; alla mattanza sui luoghi di lavoro si è risposto trasformando gli ispettori del lavoro in consulenti per le imprese; alla richiesta di lavoro e tutele precarizzando tutto, alle aspettative dei migranti con lo sfruttamento e i CPT.

Cgil, Cisl e Uil hanno sostenuto ed appoggiato tutte le politiche liberiste ed hanno assunto ruolo e funzione di ammortizzatore sociale per impedire lo sviluppo del conflitto organizzato contro tali scelte e consolidare il loro monopolio della rappresentanza.

Il sindacalismo di base, autorganizzato, alternativo e di classe ha mantenuto salda in questi anni la propria posizione di totale indipendenza dai padroni, dai governi, dai partiti ed ha promosso lotte, mobilitazioni, scioperi generali partecipatissimi per invertire la tendenza e rafforzare le richieste del mondo del lavoro di fronte all’attacco bipartisan alle condizioni di vita di milioni di lavoratori.

Oggi è più che mai necessario continuare sulla strada intrapresa indicando i punti centrali della piattaforma su cui rilanciare le lotte e il conflitto

· Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni- No allo scippo del tfr.

· Abolizione delle leggi Treu e 30 e continuità del reddito

· Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi

· Ridare ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare e pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori.


· Difesa e potenziamento dei servizi pubblici e dei beni comuni.

martedì, 06 maggio 2008

SALVIAMO SALERNO E I PICENTINI

picentiniE' IL MOMENTO DI ESSERE UNITI E PARTECIPARE!

Venerdi 9 Maggio ore 18:30 incontro pubblico presso la Sala Foglia - Piazza Umberto I di Giffoni Valle Piana.
Interverranno il Prof. ANTONIO MARFELLA tossicologo oncologo dell'Istituto Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli ed il Prof. VINCENZO VENDITTO docente di Gestione Integrata dei Rifiuti presso l'Università di Salerno.

Diffondete la notizia scaricando il materiale informativo dal sito!

Evento organizzato dal COORDINAMENTO SALVIAMO SALERNO E I PICENTINI.

Collaborate alle attività promosse dal Coordinamento!

Visitate il sito web: noinceneritoresa.altervista.org



postato da: pietrodigennaro alle ore 08:17 | link | commenti (2)
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domenica, 04 maggio 2008

CENSURA LEGALE ?


paolo la questione e' sempre la stessa:  CENSURA LEGALE !!!

mi chiedevo da tempo ... perche' si rimane da soli ?

(in generale ... ogni qualvolta alzi il tiro della tua critica e/o scontro con atti concreti, le persone ti abbandonano e ti isolano ... scappano e ti evitano, smettono di ... hem, diciamo ... smettono di collaborare, anche se "in privato" ti riconoscono coraggio e ti dimostrano solidarietà )

scopro, come sempre, quasi per caso, la storia (nemmeno tanto nuova) di Paolo Barnard

 vedi link che seguono ....

V-DAY 2 Paolo Barnard sputtana Beppe Grillo CENSURA LEGALE


Censura Blog Grillo, AnnoZero e Report su CENSURA LEGALE

post sul meetup dei grillini .... ->

la risposta di Milena Gabanelli

la risposta alla risposta

lettera su ARCOIRIS TV

la discussione sul forum di Report


mi chiedevo da tempo ... perche' si rimane da soli ?

(in generale ... ogni qualvolta alzi il tiro della tua critica e/o scontro con atti concreti, le persone ti abbandonano e ti isolano ... scappano e ti evitano, smettono di ... hem, diciamo ... smettono di collaborare, anche se "in privato" ti riconoscono coraggio e ti dimostrano solidarietà )

scopro, come sempre, quasi per caso, in rete, la storia (nemmeno tanto nuova) di Paolo Barnard

che ha dentro la questione importante della censura ma che e' essa stessa la risposta all'appello che Paolo fa ... (aprite gli occhi e agite voi che leggete ... i paladini sono come gli altri, quando li critichi ti censurano, etc ...) ... chi ci prova a scontrarsi (parlo soprattutto per esperienza diretta) segue una parabola che cresce portandolo "in testa" eppoi inevitabilmente decresce ... rimanendo da solo (o quasi) ... quello che ho capito della vicenda e' che ... se Paolo non fosse stato un "precario" ma incardinato in RAI, avrebbe avuto la stessa "protezione legale" di Milena e tutta la vicenda non sarebbe mai esistita ... protezione che, sempre se ho capito bene, ora c'e' anche per tutti gli altri freelance e quindi questo fa di Milena una sindacalista che ha migliorato le condizioni contrattuali dei suoi collaboratori ... (magari grazie a questa vicenda)

so che la questione non e' questa (la libera informazione, il potere dell'editore, etc ...)

so che quello che sta arrizzando è la messa indiscussione dei miti

so che lo scontro cade di livello quando leggo che Milena offre di acquistare altri servizi da Paolo per ... pura sovvenzione economica

quello che so è che puntualmente la censura e' contemporaneamente uno strumento "indegno" ma anche uno strumento di difesa, come un'arma che da un lato uccide ma dall'altro difende dalla morte

ecco perche' la cesura legale che denuncia Paolo risponde esattamente a quello che lui denuncia

ecco perchè diventa facile strumentalizzare l'attacco ai paladini ridicolizzandolo come una bramosia di celebrita' e pubblicita'

come, del resto, diventa facile strumentalizzare i paladini che fanno comunque business

crolla il castello quando ci sono i coinvolgimenti personali per cui non parli male dell'amico, aiuti l'amico ... peggio se e' un parente (ad un figlio poi ... )

a meno che non vuoi volutamente restare in solitudine (pubblica e privata)

il potere che ha Milena di censurare è molto piu' grande di quello che puo' rappresentare la censura di un forum ... ma (ironia della sorte) il potere di assumere un lavoratore a tempo indeterminato (dargli quindi sicurezza e protezione) diventa padre e padrone del destino del singolo e di intere generazioni

... il punto, il nodo, la partita e' piu' grande ...

l'indignazione che invoca Paolo non è per le mille censure che Milena, Grillo, Travaglio, etc... , compiono ogni qualvolta scelgono (o sono indotti a scegliere) la notizia o il personaggio (tanto piu' "interessante" quanto piu' e' forte il loro potere mediatico)

l'indignazione di Paolo è per una sola censura che lo riguarda e che dimostrerebbe l'inaffidabilità dei paladini ...

l'indignazione di Paolo nasce dalla paura di non poter reggere agli attacchi "legali" che questo nostro schifosissimo sistema sociale gli porta ...

ma e' proprio "legalmente" che questo schifosissimo sistema sta affossando le giovani generazioni nella precarieta' esistenziale condito da business dell'effimero ... perche' il giorno dopo a report da 10 anni non succede "quasi" mai niente ? ... sicuramente niente di "rivoluzionario" ?

quando il blog di grillo mi ha censurato ho smesso di leggere le sue notizie (sono convinto che lui non ne sa niente, e' la sua squdra informatica che decide) in quel periodo contestavamo la bonta' della colletta del famoso microscopio di Montanari (palese conflitto di interessi ... etc ...)

 ... ho pero' sorriso quando il Montanari candidato premier della lista bene comune ... non ha avuto nessun appoggio da Grillo, anzi ... e come Ferrara ha ricevuto una pernacchia dagli italiani ... come ho sorriso quando Grillo non ha spostato il vday2 prima delle elzioni del 13/14 aprile ... ebbeh ... avrebbe avuto un senso con un governo in carica e a maggior ragione un senso piu' grande prima delle elezioni del nuovo ... ma tante' :-)

 stiamo assistendo alla vendetta di chi, riprendendo il controllo e gestendo o lucrando su ogni conflitto, si riprende con gli interessi il frutto del lavoro della gente, del tuo, caro Paolo, del mio, di quello molto redditizio delle star, di quello degli immigrati e di quello "altamente specializzato" coltivato nelle universita' ... in cambio, solo, una bella manciata di privilegi per quei pochi/molti che reggono il gioco ... di cui alcuni sono ottimi buffoni di corte servizievoli e narcisisti

per difenderci abbiamo solo una possibilità ... continuare a raccontare la nostra verita' censurandoci e/o censurando ciò che non ci piace o ci minaccia

l'importante è non sentirsi soli (mai!) e ... raccontare per riempire assordanti silenzi ...