
Dopo il 25 aprile viene il primo maggio. Ovvio.
Sono feste graditissime di metà primavera che si caratterizzano rispetto alle altre più o meno religiose e più o meno pagane che ci allietano durante l’anno, per il loro legame con la storia e con la nostra condizione di cittadini/lavoratori.
Così, se con il 25 aprile abbiamo ricordato il sacrificio degli operai della pirelli che parteciparono con gli scioperi alla lotta contro dittatura fascista e l’occupazione nazista, e abbiamo riflettuto sull’inestimabile valore del lascito ereditato dai nostri nonni in termini di diritti civili e libertà democratiche costituzionalmente garantite, il PRIMO MAGGIO ci ricollega ad un aspetto forse ancora più importante ed attuale: la costituzione materiale della società e le condizioni di vita dei lavoratori nel mondo.
Nel maggio del 1886 a Chicago (USA) si tennero vivaci manifestazioni culminanti con la rivolta di Haymarket. La polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime. OBIETTIVO DELLE PROTESTE OPERAIE ERA LA GIORNATA LAVORATIVA DI 8 ORE.
Riflettiamo: oltre 120 anni fa si lottava per diritti che sono messi in discussione ancora oggi.
Emblematico il dibattito sui bassi salari italiani, caratteristica universalmente riconosciuta da banchieri, istituti statistici nazionali e persino da leader religiosi normalmente molto ascoltati. La soluzione indicata dalla Confindustria (prima Montezemolo, ora l’immarcescibile Marcegaglia) e condivisa dai nostri scodinzolanti sindacati confederali è la seguente:
se i lavoratori vogliono guadagnare di più, che lavorino di più.
Cioè, meno contratto nazionale, e, conseguentemente, meno salario fisso, e più lavoro straordinario (magari detassato).
La conclusione è che il mantenimento dei bassi salari induce i lavoratori ad accettare il prolungamento dell’orario di lavoro con buona pace delle conquiste del secolo scorso e della qualità della vita di ognuno.
Ma molteplici sono i temi legati al primo maggio.
In primo luogo la dimensione internazionale delle lotte dei lavoratori e la solidarietà che dovrebbe legarle.
Così ad esempio è stato per i lavoratori rumeni della Renault che hanno ottenuto con scioperi di ammirevole tenacia incrementi stipendiali di più del 20 %, sostenuti dai loro collegi francesi (che però guadagnano ancora 6 volte di più); o gli statali tedeschi che hanno ottenuto aumenti, per il biennio 2008-2009, di oltre il 6% (noi sogniamo ancora un contratto scaduto da anni); le lotte dei lavoratori egiziani contro il caro vita e per salari più dignitosi, culminate con le giornate del 6-8 aprile scorso e con la repressione poliziesca che ha provocato 4 morti e diversi feriti (Il diritto di sciopero è negato. Non esiste solo il Tibet!).
Poi c’è la precarietà, la perversa proliferazione di contratti atipici, un dazio che le giovani generazioni sono costrette a pagare per entrare nel mercato del lavoro.
E il lavoro migrante spesso in nero: si sono prodotte gerarchie razziste tra regolari e irregolari, tra buoni e cattivi, criminalizzati dalle retoriche della guerra e della sicurezza che servono solo a non parlare di coloro che di lavoro muoiono, senza nessuna sicurezza.
RIFLETTIAMO.
Rappresentanze di base - Coordinamento Università Milano Bicocca

1° MAGGIO AUTORGANIZZATO A POMIGLIANO
CONTRO LA PRECARIETÀ ED A SOSTEGNO DELLA LOTTA IN FIAT
COSTRUIAMO DAL BASSO AUTONOMAMENTE DA PARTITI E SINDACATI CONFEDERALI L’OPPOSIZIONE SOCIALE AL NUOVO GOVERNO BERLUSCONI ED A QUESTO SISTEMA SOCIALE DI SFRUTTAMENTO, GUERRA E DEVASTAZIONE AMBIENTALE
CONTRO LA RISTRUTTURAZIONE IN FIAT PREVISTA DAL PIANO MARCHIONNE A POMIGLIANO
CONTRO L’ALLONTANAMENTO DEI 316 OPERAI DALLA FABBRICA, LA REPRESSIONE E I LICENZIAMENTI POLITICI
CONTRO LA PRECARIETA’ DEL LAVORO E DELLA VITA
CONTRO LA STRAGE CONTINUA DI MORTI SUL LAVORO
PER L’ESTENSIONE DEI DIRITTI, LA SICUREZZA SUL LAVORO E LE GARANZIE SINDACALI
PER IL DIRITTO AL LAVORO, AI SERVIZI SOCIALI, AL REDDITO, ED AI BENI COMUNI
PER UN DIFFERENTE MODELLO DI SVILUPPO RISPETTOSO DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE
1° MAGGIO 2008 ORE 10
CORTEO A POMIGLIANO D’ARCO
CONCENTRAMENTO PIAZZALE “EX VESUVIANA”
adesioni: Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Area Antagonista Napoletana, CSOA Officina 99, Laboratorio Occupato SKA, DAMM, Red Link, Collettivo Operatori Sociali Napoli, Laboratorio Occupato Insurgencia, Associazione Marxista “politica e classe”, Collettivo Internazionalista Napoli, Collettivo Orientale, CSOA Terra Terra, Vesuvio Zona Rossa, Partito Comunista dei Lavoratori, CARC, Sinistra Critica, Collettico Politico MILITANZ Casa del Popolo, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Nucleo Studentesco Metropolitano…