PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


firma la petizione online per ridare agli italiani la pensione retributiva
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(storia di Luigi delle Bicocche)
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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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sabato, 28 giugno 2008

Economia & crisi globale + l'ossigeno di Tremonti + un vescovo di provincia

***


Lo start up del  genio Tremonti per lo sviluppo economico

il video della conferenza stampa


Mentre l'attenzione della pubblica opinione viene deviata dai media su disegni di legge che saranno discussi in parlamento e che daranno quindi vita ad forbite ma sterili chiacchiere tra maggioranza ed opposizioni piu' o meno strumentalmente di facciata, i fatti "veri" passano per decreto legge. Lo stesso Veltroni vaneggia facendo credere che il governo non si stia occupando del problema vero del paese: l'economia. Bastano pochi articoli del


per comprendere come, invece,  il governo opera e costruisce nuova ricchezza per i soliti noti: altro che Robin Hood.
Lo "startup" per esempio, l'
Art.3, è fenomenale nella sua semplicità: "Le plusvalenze ... derivanti dalla  cessione di partecipazioni al capitale in societaĚ€... non concorrono alla formazione del reddito imponibile (quindi non tassabili, ndr)..." Il lucroso affare del gioco delle scatole cinesi diventa legale per decreto legge. L'Art.4 (Strumenti innovativi di investimento) autorizza per decreto legge la costituzione di fondi di investimento per ridare "prodotti certificati" da dare in pasto al mercato delle speculazioni finanziare che attraversa una profonda crisi di liquidità e soprattutto di credibilità (Draghi dice che è una crisi globale): "Per lo sviluppo di programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative  produttive con elevato contenuto di innovazione, anche consentendo il coinvolgimento degli  apporti dei soggetti pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento, e la valorizzazione  delle risorse finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti da cofinanziamenti europei ed  internazionali, possono essere costituiti appositi fondi di investimento con la partecipazione di  investitori pubblici e privati, articolati in un sistema integrato tra fondi di livello nazionale e  rete di fondi locali...". L'Art.6 (Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese) prevede un aiuto finanziario diretto per le delocalizzazioni all'estero delle imprese.
L'Art.11  (Piano Casa)  inizia con un nobilissimo obiettivo, "Al fine di superare in maniera organica e strutturale il disagio sociale e il degrado urbano derivante  dai fenomeni di alta tensione abitativa", per centrare la solita costruzione di strumenti finanziari: "... costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e all’incremento dell’offerta  abitativa, ovvero alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la partecipazione di  altri soggetti pubblici o privati, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l’acquisizione  e la realizzazione di immobili per l’edilizia residenziale ..."
Con l'Art.13  (Misure per valorizzare il patrimonio residenziale pubblico) la procedura di vendita della casa popolare all'occupante (attraverso mutui bancari, ovviamente) diventa un'opportunità di incontro affaristico tra pubblico (leggi politici) e privato: "... puoĚ€ essere  prevista la facoltaĚ€ per le amministrazioni regionali e locali di stipulare convenzioni con societaĚ€ di settore  per lo svolgimento delle attivitaĚ€ strumentali alla vendita dei singoli beni immobili.
"   ... etc ... etc ... poi l'energia nucleare, le Fondazioni universitarie e la soppressione  (art.68) dell'  - Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione !!!

uomo_napoli

ma se il sistema oconomico crolla nei prossimi mesi ...
tutti nella foresta di sherwood
?

I sei mesi decisivi di Maurizio Blondet

Il semestre da luglio a dicembre 2008 sarà, per il pianeta, il tuffo nella fase d’impatto della crisi sistemica globale. E’ «l’alerte» lanciata dal Gruppo francese di analisi  Europe 20/20 (1).

facilmente prevedibile uno stato d'eccezione

Carl Schmitt alle vongole di Maurizio Blondet    


"Comunque sia, allacciate le cinture: si ballerà molto.
Il periodo è «interessante», la terra che abbiamo davanti, incognita.
Con uno stato d’eccezione, si sa come si comincia, ma non dove si finisce.
Come diceva Lenin: «Una rivoluzione senza plotoni d’esecuzione, è priva di senso». Tutto sta a vedere chi ci finirà davanti. E sarà un plotone di veline?



***
salerno2
Salerno: una diocesi senza pace e un vescovo con troppe croci


"E’ domenica e l’arcivescovo di Salerno ha scelto una chiesa di campagna per dire messa. La chiesa di San Luigi, nel comune di Mercato San Severino, venti chilometri a nord del capoluogo. Monsignor Gerardo Pierro ha il volto del curato di campagna. Piega le mani, poi le unisce e le indirizza a Cristo: “Beati i perseguitati dalla giustizia. E’ loro il Regno dei cieli”. Non invoca la preghiera dei fedeli per il corpo di Berlusconi ma per il proprio, trafitto oramai da una sequela piuttosto terrificante di accuse che fanno di questa diocesi, periferia di Roma, terreno di uno scontro che varca e di molto i confini dello spirito. Nel rosario dei reati supposti e temuti, denunciati o solo ventilati, non manca nulla: truffa, aggravata e non, pratiche ai confini dell’usura, investimenti finanziari ai limiti della legge, lottizzazioni più o meno abusive, pratiche religiose tra lo scabroso e il noir. I soldi, puliti o anche sporcati da menti criminose, stanno facendo affondare tutta la Diocesi nella vergogna di essere raccontata più dai fascicoli processuali che dalle sue opere di bene."

domenica, 22 giugno 2008

manifestare ... manifestare ... manifestare

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21 giugno 2008 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
Migliaia in piazza a difesa dei diritti

Oltre venti manifestazioni in tutta Italia, e migliaia di lavoratori in piazza per dire un sonoro «no» alle politiche del governo. Ma non solo. Nella giornata nazionale di mobilitazione indetta dai sindacati di base (RdB Cub, Cobas e SdL) a sostegno della piattaforma unitaria deliberata lo scorso maggio, i lavoratori hanno chiesto più salario, sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà, e democrazia sindacale. A Roma, 2 mila lavoratrici e lavoratori pubblici, con una grande partecipazione tra i comparti dell'università e della ricerca, hanno manifestato davanti alla sede del ministero della funzione pubblica, per ribadire il «totale dissenso con la visione espressa dal ministro Brunetta»: «L'aumento della qualità deriva da uno stop netto alle esternalizzazioni e agli appalti, mentre è inaccettabile mandare a casa migliaia di precari che per anni hanno garantito il funzionamento di tanti servizi». Il ministero ha poi ricevuto una delegazione sindacale, assumendo l'impegno ad aprire un tavolo per affrontare il problema dei precari. Un'altra delegazione è stata ricevuta a palazzo Chigi: i sindacati hanno consegnato la piattaforma unitaria e chiesto un tavolo permanente di consultazione. Ora il sindacalismo di base annuncia un grande sciopero generale in autunno, a sostegno della piattaforma unitaria.

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sabato, 14 giugno 2008

... la Storia delle cose

prima parte



seconda parte



terza parte



L'obsolescenza pianificata - discariche e inceneritori

***
venerdì, 13 giugno 2008

... grazie Irlanda !!!


Trattato di Lisbona, "no" irlandese


Perché no al trattato di Lisbona
"E’ la forma più assoluta di totalitarismo"

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sabato, 07 giugno 2008

lo stato delle cose ...

rifiuti1
da leggere: Camorra di stato o stato di camorra

De Luca: "Io starò DENTRO il termovalorizzatore"



la risposta di un cittadino di San Ciprano (SA)



3 giugno 2008: Ugo Carpinelli contestato su Sardone




Ecco come funziona la raccolta porta a porta a Treviso
 



Rifiuti, gestirli senza bruciarli




Campania,il film che non fanno vedere- intervista a Ganapini


j0315566

ECONOMIA

Inflazione e deflazione: collettività in scacco matto
di Salvatore Tamburo su http://www.disinformazione.it

Tutti bene o male sanno cosè linflazione. Per citare una fonte autorevole, ad esempio, lenciclopedia Zanichelli ne da questa definizione, considerandola come un: Aumento prolungato del livello dei prezzi o diminuzione del potere d'acquisto della moneta. In parole povere linflazione non è lorigine di un problema, bensì è da considerarsi un effetto, come conseguenza di azioni compiute a monte. Perché aumenta il livello dei prezzi e diminuisce il nostro potere dacquisto? E ciò che ci si dovrebbe domandare prima di comparare numeri e grafici.
Mi soffermerei prima sulla causa che porta allaumento del livello generale dei prezzi.

(leggi tutto l'articolo)

Sta per scoppiare la bolla derivati di  Maurizio Blondet



Stiamo assistendo al crollo di questo sistema basato volutamente su importanti squilibri che permettono alla ricchezza di scendere come in un imbuto dritto nelle tasche di pochissimi.
 
Crollano i passeggeri di Alitalia ad Aprile (- 25,9%)
Crollano le vendite di auto -17,56% a maggio ed è il 5° mese consecutivo
Crollano gli utili delle società europee del 24% nel primo trimestre
Crollano i consumi nella zona euro -2,9% in un anno, la maggiore diminuzione dal 1995
Crolla il settore più forte dell’economia inglese, quello dei servizi
Crolla la fiducia dei consumatori Usa a 59 punti il livello più basso dal 1980

La Nave dei folli  report di giugno di  Centrofondi.it

 aquila

Trattato di Lisbona & Nuovo Ordine Internazionale
Marcello Pamio

trattato_lisbona

Da Maastricht a Lisbona: cronologia

17 Febbraio 1986
Giulio Andreotti (Ministro degli Esteri del Governo Craxi), firma l’Atto Unico Europeo (AUE).

7 Febbraio 1992
Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio), il Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano il Trattato di Maastricht per l’entrata dell’Italia nell’Unione Europea.
Così facendo, l’autonomia delle banche centrali stava entrando in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107).

Articolo 107 del Trattato di Maastricht
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.  

Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).

Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1.
 
La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2.  Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio. 

7 Febbraio 1992
Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro.

30 Maggio 2008
Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona che da maggiori poteri agli eurocrati di Bruxelles.
giovedì, 29 maggio 2008

“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

3 giugno 2008 ore 8:30-13:15 - Università la Sapienza di Roma

 
“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

Incontro internazionale per un vertice alternativo

 
che si inserisce nella discussione sul “Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia” organizzato dalla FAO,
 
sostiene la lettera aperta in difesa dell’Amazzonia firmata a Brasilia il 14 Aprile 2008 e inviata al presidente Lula e al governno brasiliano da rappresentanti del Consiglio della Comisione Pastoral della Terra, del Coordinamento de La Via Campesina Internazionale, del Coordinamento del Movimento dei Lavoratori Sem Terra, del Coordinamento del Movimento dei Colpiti dalle Dighe, del Coordinamento delle Donne Contadine, del Coordinamento dei Piccoli Agricoltori e molti altri;
 
si propone come momento di confronto all’interno del gruppo promotore del “Forum Africa-Italia” avviato nel Comitato Cittadino per la Cooperazione Decentrata di Roma con la partecipazione di soggetti sociali della diaspora africana in Italia e rivolto ai movimenti contadini africani e a tutti gli altri movimenti che in Europa e nel mondo operano per la giustizia economica, sociale e di genere.Per favorire la consultazione e l’informazione verrà distribuita una bozza di documento programmatico del Forum Africa-Italia;
 
nelle riflessioni per il 60° anniversario della catastrofe palestinese;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai movimenti indios e di base, e ai governi dei paesi dell’America del Sud, che lottano per la difesa e la socializzazione dei beni comuni;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai processi di democrazia partecipativa e di autodeterminazione dei governi della Bolivia, Venezuela, Cuba, Ecuador e di tutti i popoli che lottano per la propria indipendenza;
 
porterà un suo contributo di campagne e discussione nell’ambito del Forum Sociale Europeo;
 
l’iniziativa si inserisce infine nelle proposte per l’anno europeo del dialogo interculturale.
 
L’incontro si svolge Martedì 3 giugno 2008 dalle ore 8:30 alle 13:15
presso l’aula Magna di Scienze Statistiche – Aula Gini
Università Roma 1 la Sapienza - p.le A. Moro, 5 – Roma

 
A margine del seminario sarà offerto un rinfresco a base mozzarella biologica e pasta.

 
PROGRAMMA
 
Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni
Incontro internazionale per un vertice alternativo
Incontro internazionale Organizzato da: Luciano Vasapollo: Università di Roma 1 e Università dell’Avana e di Pinar del Rio, Memmo Buttinelli: Università Roma1.
Promotori: Altri Mondi, ass. Michele Mancino, amig@s MST Italia, A Sud ecologia, Centro Studi Cestes Proteo, comitato Palestina nel cuore, comunità palestinese di Roma e del Lazio, Engim, Federazione Diaspora Africana Roma Lazio, Fuorimercato, Natura Avventura edizioni, esponenti del coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, rivista Nuestra America, Radio Città Aperta, ass. Sonia, esperti associazioni e soggetti sociali.

 
PROGRAMMA PROVVISORIO
Ore 9:00
• Saluto degli organizzatori Apertura dei lavori
Palestina,Asia e Africa: snodi e contraddizioni nelle politiche dominanti energetiche e sui beni comuni
• Modera e introduce Memmo Buttinelli - ass. Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Proiezione del documentario su Acqua ed Agricoltura in Palestina
• avv. Beissan al Qariouty comunità palestinese di Roma e del Lazio
• Bassam Saleh - comitato con la Palestina nel cuore,
• Sonja Cappello, SID Society for International Development
• Godwin Chukwu (Nigeria) – Federazione Diaspora Africana Roma Lazio – Comitato promotore Forum Africa–Italia
• Giuseppe Antonio Mancino – ass.Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Pier Paolo Leonardi – coordinamento nazionale Rdb CUB.
• Vincenzo Migliucci – Cobas – Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
Discussione
 
Ore 11:00
Difendere i processi di democrazia partecipativa e la socializzazione dei beni comuni in America del Sud
• Modera e introduce Luciano Vasapollo – Centro Studi Cestes Proteo
• Elmer Catarina – Ambasciatore di Bolivia in Italia
•  Geoconda Galan – Ambasciatore dell’Equador in Italia
• Yamila Pita – Consigliere Politico – ambasciatore di Cuba in Italia
• Doris Thesis – Consigliera Politica – Ambasciatrice del Venezuela in Italia
• un rappresentante dei Sem Terra
• un rappresentante de La Via Campesina
• Andrea Tronchin – ARI – CISA – Tavolo nazionale delle Reti di Economia Solidale – FIMARC – VC
• Enzo di Brango – rivista Nuestra America
• Alessio Ramaccioni – Radio Città Aperta
• Domenico Vasapollo – Natura Avventura edizioni
• Sara Vegni – A Sud - Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Vicky Tauli Corpuz – Chair, UN Permanent Forum On Indigenous Issues
Discussione
 
 

MA QUALI FANNULLONI, E’ IN ATTO UN ATTACCO ALLA DIGNITA’ DEI PUBBLICI DIPENDENTI!



sanita2Le continue campagne diffamatorie nei confronti dei dipendenti pubblici additati al pubblico ludibrio, nascondono in realtà una volontà politica “liquidatoria” della pubblica amministrazione, delle sue funzioni e dei servizi che garantisce alla collettività.

Additare allo scandalo poche decine di casi clamorosi, peraltro sanzionabili e sanzionati da magistratura e dirigenza, come elemento di valutazione generale  di oltre 3.500.000 dipendenti pubblici che LAVORANO:

In condizioni di sott’organico ormai strutturale grazie ai ripetuti blocchi di assunzioni e turn over.

Sprovvisti dei più elementari strumenti di lavoro, come carta, fotocopiatrici, garze, siringhe…

Con procedure e regolamenti che, qualora  applicati alla lettera, paralizzerebbero la pubblica amministrazione, tanto che la loro applicazione “alla lettera” è considerata forma di lotta.

Con una normativa di legge disparata, ripetitiva e sovrabbondante.

Assumendosi la responsabilità di operare fuori dai regolamenti e dalle proprie mansioni per garantire servizi a quella stessa utenza che viene loro scagliata contro attraverso le campagne diffamatorie ed i disservizi strutturali attribuiti invece ai dipendenti.

Con carichi di lavoro spesso insopportabili, organizzazione del lavoro improvvisata e salari vicini alla soglia di povertà.

Tutto  questo senza voler incidere, viceversa su una reale razionalizzazione delle spese finalizzata ad offrire servizi migliori. Per far questo bisogna intervenire su:

Consulenze faraoniche e inutili o addirittura dannose.

Appalti fuori controllo e senza verifica della qualità delle prestazioni erogate.

Esternalizzazioni di intere funzioni pubbliche e servizi senza possibilità di verifica qualitativa e di costo reale e non solo formale.

Acquisti di pessima qualità e convenienti solo per chi vende.

Tutto questo non può essere solo frutto di  cecità o stupidità: sotto c’è qualcos’altro, come denunciamo ormai da anni.

logordbQual è il vero obiettivo di questi professionisti della denigrazione del pubblico dipendente,  ormai  diventato un vero e proprio ceto intellettuale, che si autoalimenta anche in termini di guadagni sostanziosi? Perché in questo Paese denunciare come funziona la pubblica amministrazione è oggetto di procedimento disciplinare e denuncia per diffamazione e lesione di immagine, se a denunciare è un dipendente pubblico, mentre diffamare, senza prova alcuna, 3.500.000 dipendenti pubblici non comporta alcun reato ?

E’ un principio strano per chi si propone come riformatore!
 
È ormai giunta l’ora di scoprire le carte e passare dagli insulti alle verifiche, dalle parole alle intenzioni reali  denunciando  QUAL’E’ IL VERO MODELLO DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA CHE HANNO IN MENTE. Perché è ora che tutti comprendano dove ci porta la strategia adottata fin qui: siamo stanchi di offese e parole. Gli interventi frammentari adottati finora sull’onda degli umori di un’ opinione pubblica ingannevolmente orientata, hanno ulteriormente peggiorato la condizione lavorativa, umana e professionale dei dipendenti pubblici.

Alle giuste istanze avanzate si risponde con inasprimento dei codici disciplinari, con il mito del licenziamento facile, e con la grande intuizione della produttività come parametro di valutazione funzionale. È tempo di dire  PER FARE COSA BISOGNA ESSERE PRODUTTIVI, QUAL’E’ L’OBIETTIVO E LA MISSION CHE SI VUOLE RISERVARE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ‘

bandieraNella realtà, senza chiarezza  rispetto al  modello e alla strategia, il mito della produttività serve solo a nascondere una feroce flessibilità lavorativa, professionale, contrattuale, salariale, normativa. Vale a dire rendere precarie le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti pubblici e diminuire i servizi forniti ai cittadini.

L’attacco alla nostra Organizzazione definita conservatrice è sintomatico, perché  siamo il sindacato indipendente che non rinuncia al proprio ruolo di difesa dei lavoratori.

SIAMO CONSERVATORI, CONSERVATORI DELLA DIGNITA’, DELLE GARANZIE, DEL SALARIO, DEL RUOLO SOCIALE, DELLA PROFESSIONALITA’ DEI DIPENDENTI PUBBLICI; CONSERVATORI DELLE FUNZIONI E DELLE GARANZIE CHE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE DEVE FORNIRE ALLA COLLETTIVITA’.

Abbiamo sempre lottato per una pubblica amministrazione efficiente, ma non efficientista, perché abbiamo un’idea di ruolo e funzione della pubblica amministrazione come elemento di garanzia dello stato sociale, dei diritti universali e collettivi, delle funzioni sociali dello Stato.

Se la colpa di quanto non va viene attribuita ad una dirigenza inefficiente, si abbia  il coraggio di portare questa critica fino in fondo:

LA VERA DIRIGENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (ATTRAVERSO LEGGI, REGOLAMENTI, DISPOSIZIONI) E’ QUELLA STESSA CLASSE POLITICA CHE OGGI DISCONOSCE IL PROPRIO OPERATO TENTANDO DI DARE LA RESPONSABILITA’ AI DIPENDENTI PUBBLICI.

Non è difficile pensare che non possiamo accettare tutto questo e lo dimostreremo, come sempre!

PREPARIAMO UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO NEL MESE DI GIUGNO.

TUTTI A CHIAIANO !!!

chiaiano
La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano, come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più!
 
E’ la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato.
Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c’è la produzione di norme penali “Just-in-time” per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell’area della criminalità e dei “comportamenti antinazionali”.
Lo “stato d’eccezione”, quindi, diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale.
La repressione violenta, l’ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi bellici, l’arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale.
Perciò “il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle…) è così cruciale.
Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione.
 
Perciò facciamo appello ai cittadini, ai lavoratori, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno.
L’urgenza di questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania.
 
Per infrangere la cappa repressiva e l’accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza!
Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano, come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell’intero paese, sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni.
Contro la devastazione dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori.

Per costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso.
 
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
 
DOMENICA 1° GIUGNO 2008 ORE 16
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CHIAIANO (NAPOLI)

Coordinamento Nazionale Ministero dell'Economia e delle Finanze
Via XX Settembre n.97 - 00187 - ROMA www.rdbtesoro.it -

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sabato, 24 maggio 2008

CHIAIANO (NAPOLI) ... repressione e basta !!!


Napoli "Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra". "Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare". "Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)
 da: Repubblica.it