PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


firma la petizione online per ridare agli italiani la pensione retributiva
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(storia di Luigi delle Bicocche)
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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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domenica, 22 giugno 2008

manifestare ... manifestare ... manifestare

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21 giugno 2008 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
Migliaia in piazza a difesa dei diritti

Oltre venti manifestazioni in tutta Italia, e migliaia di lavoratori in piazza per dire un sonoro «no» alle politiche del governo. Ma non solo. Nella giornata nazionale di mobilitazione indetta dai sindacati di base (RdB Cub, Cobas e SdL) a sostegno della piattaforma unitaria deliberata lo scorso maggio, i lavoratori hanno chiesto più salario, sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà, e democrazia sindacale. A Roma, 2 mila lavoratrici e lavoratori pubblici, con una grande partecipazione tra i comparti dell'università e della ricerca, hanno manifestato davanti alla sede del ministero della funzione pubblica, per ribadire il «totale dissenso con la visione espressa dal ministro Brunetta»: «L'aumento della qualità deriva da uno stop netto alle esternalizzazioni e agli appalti, mentre è inaccettabile mandare a casa migliaia di precari che per anni hanno garantito il funzionamento di tanti servizi». Il ministero ha poi ricevuto una delegazione sindacale, assumendo l'impegno ad aprire un tavolo per affrontare il problema dei precari. Un'altra delegazione è stata ricevuta a palazzo Chigi: i sindacati hanno consegnato la piattaforma unitaria e chiesto un tavolo permanente di consultazione. Ora il sindacalismo di base annuncia un grande sciopero generale in autunno, a sostegno della piattaforma unitaria.

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sabato, 14 giugno 2008

... la Storia delle cose

prima parte



seconda parte



terza parte



L'obsolescenza pianificata - discariche e inceneritori

***
venerdì, 13 giugno 2008

... grazie Irlanda !!!


Trattato di Lisbona, "no" irlandese


Perché no al trattato di Lisbona
"E’ la forma più assoluta di totalitarismo"

trattato_lisbona
giovedì, 12 giugno 2008

... comunicati dalla Federazione Nazionale ...

rdbANCHE I “FANNULLONI” MUOIONO

 ASSASSINII SUL LAVORO CONSEGUENZANEFASTA DI UNA POLITICA DI TAGLI

La tragica realtà degli innumerevoli omicidi sul lavoro come quello avvenuto in provincia di Catania, che vede la morte di quattro operai dipendenti del Comune di Mineo e due di una ditta in appalto, di cui uno al nero, è il frutto di una politica di tagli  che colpisce sia il settore pubblico che quello privato.

Infatti mentre nel privato si risparmia proprio sulle risorse da destinare alla sicurezza, nel settore Pubblico il Ministro Brunetta intende continuare a procedere sulla  strada dei tagli alle strutture per lÂ’'espletamento dei servizi pubblici, che includono  anche quelli di controllo sulla sicurezza come lÂ’'Ispettorato del lavoro, lÂ’'INAIL, l'Â’INPS,  le ASL, i Vigili del Fuoco.

Così, mentre i lavoratori pubblici vengono esposti ad una gogna mediatica che li indica come i responsabili dellÂ’'inefficienza e dell'Â’arretratezza del paese, in una artificiosa contrapposizione con i lavoratori del privato, troppo spesso i “fannulloni” vengono costretti ad arrabattarsi per svolgere le proprie funzioni, mettendo a rischio anche la vita. Risulta infatti che uno dei dipendenti comunali morto a Mineo fosse proprio un responsabile della sicurezza della struttura, rientrato dalle ferie appositamente per seguire lÂ’'operazione di manutenzione dell'Â’impianto di depurazione. Da questa guerra che continua a seminare cadaveri lo Stato non può battere in ritirata:  fra i suoi doveri cÂ’'è quello di mettere i lavoratori nelle condizioni di poter svolgere il proprio operato con sicurezza e dignità, impegnando risorse ed applicando severamente le normative, anche quando vanno a toccare gli interessi padronali.

rdb  PREVIDENZA PUBBLICA:
BRUNETTA NON INNOVA, DEMOLISCE


Il neo Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta sta dimostrando di non conoscere quella Pubblica Amministrazione che dichiara di voler innovare. Il 27 maggio scorso, allÂ’'emittente La7, ha affermato che lÂ’'INPS affida la liquidazione di parte delle pensioni ad un service esterno con una produttività di sei volte superiore a quella dei dipendenti dell'Â’Istituto previdenziale. Si tratta di una affermazione assolutamente infondata.
Il 10 giugno, intervenendo ad un convegno sull'Â’innovazione, ha poi annunciato che presto sarà possibile riscuotere le pensioni e versare contributi presso le “reti amiche” - formate da farmacie, carabinieri, tabaccherie ed altri esercizi commerciali - con le quali intende superare lÂ’'inefficienza della Pubblica Amministrazione. Tuttavia il Ministro sembra ignorare che attualmente la riscossione delle prestazioni pensionistiche ed il pagamento dei contributi sono effettuati presso banche ed uffici postali, soggetti privati non appartenenti alla Pubblica Amministrazione.

“Brunetta probabilmente ha sentito vagamente parlare della rete delle Pubbliche Amministrazioni, un progetto dello scomparso Gianni Billia, e lo ha editato nuovamente a propria immagine e somiglianza ipotizzando che in futuro le pensioni pubbliche possano essere liquidate dal salumiere e riscosse dal tabaccaio, magari sotto forma di gratta e vinci”, dichiara Luigi Romagnoli delle RdB-CUB INPS.

“Ormai si è ampiamente compreso che lÂ’'intenzione di questo governo sia quella non di riformare ma di liquidare la Pubblica Amministrazione. La RdB-CUB, insieme ai lavoratori, cercherà in tutti i modi di impedirlo. La giornata di mobilitazione del 20 giugno è una prima occasione per respingere al mittente i farneticanti progetti sul pubblico impiego”, conclude il dirigente RdB-CUB P.I.


sabato, 07 giugno 2008

lo stato delle cose ...

rifiuti1
da leggere: Camorra di stato o stato di camorra

De Luca: "Io starò DENTRO il termovalorizzatore"



la risposta di un cittadino di San Ciprano (SA)



3 giugno 2008: Ugo Carpinelli contestato su Sardone




Ecco come funziona la raccolta porta a porta a Treviso
 



Rifiuti, gestirli senza bruciarli




Campania,il film che non fanno vedere- intervista a Ganapini


j0315566

ECONOMIA

Inflazione e deflazione: collettività in scacco matto
di Salvatore Tamburo su http://www.disinformazione.it

Tutti bene o male sanno cosè linflazione. Per citare una fonte autorevole, ad esempio, lenciclopedia Zanichelli ne da questa definizione, considerandola come un: Aumento prolungato del livello dei prezzi o diminuzione del potere d'acquisto della moneta. In parole povere linflazione non è lorigine di un problema, bensì è da considerarsi un effetto, come conseguenza di azioni compiute a monte. Perché aumenta il livello dei prezzi e diminuisce il nostro potere dacquisto? E ciò che ci si dovrebbe domandare prima di comparare numeri e grafici.
Mi soffermerei prima sulla causa che porta allaumento del livello generale dei prezzi.

(leggi tutto l'articolo)

Sta per scoppiare la bolla derivati di  Maurizio Blondet



Stiamo assistendo al crollo di questo sistema basato volutamente su importanti squilibri che permettono alla ricchezza di scendere come in un imbuto dritto nelle tasche di pochissimi.
 
Crollano i passeggeri di Alitalia ad Aprile (- 25,9%)
Crollano le vendite di auto -17,56% a maggio ed è il 5° mese consecutivo
Crollano gli utili delle società europee del 24% nel primo trimestre
Crollano i consumi nella zona euro -2,9% in un anno, la maggiore diminuzione dal 1995
Crolla il settore più forte dell’economia inglese, quello dei servizi
Crolla la fiducia dei consumatori Usa a 59 punti il livello più basso dal 1980

La Nave dei folli  report di giugno di  Centrofondi.it

 aquila

Trattato di Lisbona & Nuovo Ordine Internazionale
Marcello Pamio

trattato_lisbona

Da Maastricht a Lisbona: cronologia

17 Febbraio 1986
Giulio Andreotti (Ministro degli Esteri del Governo Craxi), firma l’Atto Unico Europeo (AUE).

7 Febbraio 1992
Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio), il Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano il Trattato di Maastricht per l’entrata dell’Italia nell’Unione Europea.
Così facendo, l’autonomia delle banche centrali stava entrando in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107).

Articolo 107 del Trattato di Maastricht
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.  

Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).

Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1.
 
La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2.  Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio. 

7 Febbraio 1992
Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro.

30 Maggio 2008
Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona che da maggiori poteri agli eurocrati di Bruxelles.
giovedì, 29 maggio 2008

“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

3 giugno 2008 ore 8:30-13:15 - Università la Sapienza di Roma

 
“Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni”

Incontro internazionale per un vertice alternativo

 
che si inserisce nella discussione sul “Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia” organizzato dalla FAO,
 
sostiene la lettera aperta in difesa dell’Amazzonia firmata a Brasilia il 14 Aprile 2008 e inviata al presidente Lula e al governno brasiliano da rappresentanti del Consiglio della Comisione Pastoral della Terra, del Coordinamento de La Via Campesina Internazionale, del Coordinamento del Movimento dei Lavoratori Sem Terra, del Coordinamento del Movimento dei Colpiti dalle Dighe, del Coordinamento delle Donne Contadine, del Coordinamento dei Piccoli Agricoltori e molti altri;
 
si propone come momento di confronto all’interno del gruppo promotore del “Forum Africa-Italia” avviato nel Comitato Cittadino per la Cooperazione Decentrata di Roma con la partecipazione di soggetti sociali della diaspora africana in Italia e rivolto ai movimenti contadini africani e a tutti gli altri movimenti che in Europa e nel mondo operano per la giustizia economica, sociale e di genere.Per favorire la consultazione e l’informazione verrà distribuita una bozza di documento programmatico del Forum Africa-Italia;
 
nelle riflessioni per il 60° anniversario della catastrofe palestinese;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai movimenti indios e di base, e ai governi dei paesi dell’America del Sud, che lottano per la difesa e la socializzazione dei beni comuni;
 
nella campagna internazionale di appoggio ai processi di democrazia partecipativa e di autodeterminazione dei governi della Bolivia, Venezuela, Cuba, Ecuador e di tutti i popoli che lottano per la propria indipendenza;
 
porterà un suo contributo di campagne e discussione nell’ambito del Forum Sociale Europeo;
 
l’iniziativa si inserisce infine nelle proposte per l’anno europeo del dialogo interculturale.
 
L’incontro si svolge Martedì 3 giugno 2008 dalle ore 8:30 alle 13:15
presso l’aula Magna di Scienze Statistiche – Aula Gini
Università Roma 1 la Sapienza - p.le A. Moro, 5 – Roma

 
A margine del seminario sarà offerto un rinfresco a base mozzarella biologica e pasta.

 
PROGRAMMA
 
Terra, Acqua ed Energia: quali politiche sui beni comuni
Incontro internazionale per un vertice alternativo
Incontro internazionale Organizzato da: Luciano Vasapollo: Università di Roma 1 e Università dell’Avana e di Pinar del Rio, Memmo Buttinelli: Università Roma1.
Promotori: Altri Mondi, ass. Michele Mancino, amig@s MST Italia, A Sud ecologia, Centro Studi Cestes Proteo, comitato Palestina nel cuore, comunità palestinese di Roma e del Lazio, Engim, Federazione Diaspora Africana Roma Lazio, Fuorimercato, Natura Avventura edizioni, esponenti del coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, rivista Nuestra America, Radio Città Aperta, ass. Sonia, esperti associazioni e soggetti sociali.

 
PROGRAMMA PROVVISORIO
Ore 9:00
• Saluto degli organizzatori Apertura dei lavori
Palestina,Asia e Africa: snodi e contraddizioni nelle politiche dominanti energetiche e sui beni comuni
• Modera e introduce Memmo Buttinelli - ass. Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Proiezione del documentario su Acqua ed Agricoltura in Palestina
• avv. Beissan al Qariouty comunità palestinese di Roma e del Lazio
• Bassam Saleh - comitato con la Palestina nel cuore,
• Sonja Cappello, SID Society for International Development
• Godwin Chukwu (Nigeria) – Federazione Diaspora Africana Roma Lazio – Comitato promotore Forum Africa–Italia
• Giuseppe Antonio Mancino – ass.Michele Mancino – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Pier Paolo Leonardi – coordinamento nazionale Rdb CUB.
• Vincenzo Migliucci – Cobas – Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
Discussione
 
Ore 11:00
Difendere i processi di democrazia partecipativa e la socializzazione dei beni comuni in America del Sud
• Modera e introduce Luciano Vasapollo – Centro Studi Cestes Proteo
• Elmer Catarina – Ambasciatore di Bolivia in Italia
•  Geoconda Galan – Ambasciatore dell’Equador in Italia
• Yamila Pita – Consigliere Politico – ambasciatore di Cuba in Italia
• Doris Thesis – Consigliera Politica – Ambasciatrice del Venezuela in Italia
• un rappresentante dei Sem Terra
• un rappresentante de La Via Campesina
• Andrea Tronchin – ARI – CISA – Tavolo nazionale delle Reti di Economia Solidale – FIMARC – VC
• Enzo di Brango – rivista Nuestra America
• Alessio Ramaccioni – Radio Città Aperta
• Domenico Vasapollo – Natura Avventura edizioni
• Sara Vegni – A Sud - Forum italiano dei movimenti per l’acqua
• Vicky Tauli Corpuz – Chair, UN Permanent Forum On Indigenous Issues
Discussione
 
 

MA QUALI FANNULLONI, E’ IN ATTO UN ATTACCO ALLA DIGNITA’ DEI PUBBLICI DIPENDENTI!



sanita2Le continue campagne diffamatorie nei confronti dei dipendenti pubblici additati al pubblico ludibrio, nascondono in realtà una volontà politica “liquidatoria” della pubblica amministrazione, delle sue funzioni e dei servizi che garantisce alla collettività.

Additare allo scandalo poche decine di casi clamorosi, peraltro sanzionabili e sanzionati da magistratura e dirigenza, come elemento di valutazione generale  di oltre 3.500.000 dipendenti pubblici che LAVORANO:

In condizioni di sott’organico ormai strutturale grazie ai ripetuti blocchi di assunzioni e turn over.

Sprovvisti dei più elementari strumenti di lavoro, come carta, fotocopiatrici, garze, siringhe…

Con procedure e regolamenti che, qualora  applicati alla lettera, paralizzerebbero la pubblica amministrazione, tanto che la loro applicazione “alla lettera” è considerata forma di lotta.

Con una normativa di legge disparata, ripetitiva e sovrabbondante.

Assumendosi la responsabilità di operare fuori dai regolamenti e dalle proprie mansioni per garantire servizi a quella stessa utenza che viene loro scagliata contro attraverso le campagne diffamatorie ed i disservizi strutturali attribuiti invece ai dipendenti.

Con carichi di lavoro spesso insopportabili, organizzazione del lavoro improvvisata e salari vicini alla soglia di povertà.

Tutto  questo senza voler incidere, viceversa su una reale razionalizzazione delle spese finalizzata ad offrire servizi migliori. Per far questo bisogna intervenire su:

Consulenze faraoniche e inutili o addirittura dannose.

Appalti fuori controllo e senza verifica della qualità delle prestazioni erogate.

Esternalizzazioni di intere funzioni pubbliche e servizi senza possibilità di verifica qualitativa e di costo reale e non solo formale.

Acquisti di pessima qualità e convenienti solo per chi vende.

Tutto questo non può essere solo frutto di  cecità o stupidità: sotto c’è qualcos’altro, come denunciamo ormai da anni.

logordbQual è il vero obiettivo di questi professionisti della denigrazione del pubblico dipendente,  ormai  diventato un vero e proprio ceto intellettuale, che si autoalimenta anche in termini di guadagni sostanziosi? Perché in questo Paese denunciare come funziona la pubblica amministrazione è oggetto di procedimento disciplinare e denuncia per diffamazione e lesione di immagine, se a denunciare è un dipendente pubblico, mentre diffamare, senza prova alcuna, 3.500.000 dipendenti pubblici non comporta alcun reato ?

E’ un principio strano per chi si propone come riformatore!
 
È ormai giunta l’ora di scoprire le carte e passare dagli insulti alle verifiche, dalle parole alle intenzioni reali  denunciando  QUAL’E’ IL VERO MODELLO DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA CHE HANNO IN MENTE. Perché è ora che tutti comprendano dove ci porta la strategia adottata fin qui: siamo stanchi di offese e parole. Gli interventi frammentari adottati finora sull’onda degli umori di un’ opinione pubblica ingannevolmente orientata, hanno ulteriormente peggiorato la condizione lavorativa, umana e professionale dei dipendenti pubblici.

Alle giuste istanze avanzate si risponde con inasprimento dei codici disciplinari, con il mito del licenziamento facile, e con la grande intuizione della produttività come parametro di valutazione funzionale. È tempo di dire  PER FARE COSA BISOGNA ESSERE PRODUTTIVI, QUAL’E’ L’OBIETTIVO E LA MISSION CHE SI VUOLE RISERVARE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ‘

bandieraNella realtà, senza chiarezza  rispetto al  modello e alla strategia, il mito della produttività serve solo a nascondere una feroce flessibilità lavorativa, professionale, contrattuale, salariale, normativa. Vale a dire rendere precarie le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti pubblici e diminuire i servizi forniti ai cittadini.

L’attacco alla nostra Organizzazione definita conservatrice è sintomatico, perché  siamo il sindacato indipendente che non rinuncia al proprio ruolo di difesa dei lavoratori.

SIAMO CONSERVATORI, CONSERVATORI DELLA DIGNITA’, DELLE GARANZIE, DEL SALARIO, DEL RUOLO SOCIALE, DELLA PROFESSIONALITA’ DEI DIPENDENTI PUBBLICI; CONSERVATORI DELLE FUNZIONI E DELLE GARANZIE CHE UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE DEVE FORNIRE ALLA COLLETTIVITA’.

Abbiamo sempre lottato per una pubblica amministrazione efficiente, ma non efficientista, perché abbiamo un’idea di ruolo e funzione della pubblica amministrazione come elemento di garanzia dello stato sociale, dei diritti universali e collettivi, delle funzioni sociali dello Stato.

Se la colpa di quanto non va viene attribuita ad una dirigenza inefficiente, si abbia  il coraggio di portare questa critica fino in fondo:

LA VERA DIRIGENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (ATTRAVERSO LEGGI, REGOLAMENTI, DISPOSIZIONI) E’ QUELLA STESSA CLASSE POLITICA CHE OGGI DISCONOSCE IL PROPRIO OPERATO TENTANDO DI DARE LA RESPONSABILITA’ AI DIPENDENTI PUBBLICI.

Non è difficile pensare che non possiamo accettare tutto questo e lo dimostreremo, come sempre!

PREPARIAMO UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO NEL MESE DI GIUGNO.

TUTTI A CHIAIANO !!!

chiaiano
La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano, come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più!
 
E’ la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato.
Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c’è la produzione di norme penali “Just-in-time” per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell’area della criminalità e dei “comportamenti antinazionali”.
Lo “stato d’eccezione”, quindi, diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale.
La repressione violenta, l’ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi bellici, l’arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale.
Perciò “il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle…) è così cruciale.
Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione.
 
Perciò facciamo appello ai cittadini, ai lavoratori, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno.
L’urgenza di questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania.
 
Per infrangere la cappa repressiva e l’accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza!
Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano, come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell’intero paese, sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni.
Contro la devastazione dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori.

Per costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso.
 
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
 
DOMENICA 1° GIUGNO 2008 ORE 16
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CHIAIANO (NAPOLI)

Coordinamento Nazionale Ministero dell'Economia e delle Finanze
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sabato, 24 maggio 2008

CHIAIANO (NAPOLI) ... repressione e basta !!!


Napoli "Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra". "Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare". "Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)
 da: Repubblica.it

giovedì, 15 maggio 2008

«Lavoratori impoveriti, rilanciare il conflitto»

15 maggio 2008 - Liberazione

Sabato a Milano l'assemblea nazionale promossa da Cub, Cobas e SdL
«Lavoratori impoveriti, rilanciare il conflitto»
di Roberto Farneti


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Rilanciare la mobilitazione sindacale nei luoghi di lavoro e nel paese, l'unica strada disponibile per risollevare la condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, impoveriti dalle politiche liberiste attuate da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, con il sostegno di Cgil Cisl Uil. E' questo l'obiettivo dell'appuntamento di sabato prossimo a Milano, presso la sala del Cinema Smeraldo, dove si terrà l'assemblea nazionale del sindacalismo di base promossa dalle tre principali organizzazioni: Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale.

Compito dell'assemblea, a cui prenderanno parte oltre mille delegati provenienti da tutta Italia, sarà quello di discutere e di decidere le forme di lotta da attuare nei prossimi mesi, compresa la proclamazione di un nuovo sciopero generale, dopo quello molto partecipato del 9 novembre scorso contro le politiche economiche del governo Prodi. «Quella piattaforma per noi è ancora valida - sottolinea Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub - non a caso il titolo dell'assemblea è "Continuare le lotte e la mobilitazione per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro, contro la precarietà, per la continuità del reddito, in difesa del contratto nazionale, per la democrazia nei luoghi di lavoro"». A differenza di Cgil Cisl Uil, «il sindacalismo di base è veramente indipendente, noi - sottolinea Leonardi - non abbiamo governi amici». L'iniziativa è, comunque, aperta a tutti: «L'importante - chiarisce ancora Leonardi - è che a intervenire siano lavoratori veri, delegati o Rsu. Non vogliamo passerelle».
Cub Cobas e Sdl Intercategoriale, pur nella diversità esistente tra le tre organizzazioni, vogliono anche dar vita a forme permanenti di consultazione. «Abbiamo deciso di avviare un percorso di rapporto unitario - spiega Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - non solo per organizzare insieme le assolutamente necessarie iniziative di lotta, ma anche per offrire a milioni di lavoratori, in un contesto difficile, un punto di riferimento alternativo a Cgil Cisl Uil, ormai avviate verso la creazione di un sindacato unico e intenzionate a cedere su tutta la linea al padronato e al goveno». Una subordinazione alle esigenze dell'impresa che fa il paio con «l'atteggiamento collaborativo del Pd nei confronti del governo Berlusconi».
Bernocchi fa l'esempio delle politiche contrattuali. «In Germania, dove il salario medio di un operaio è circa il doppio di quello italiano, abbiamo metalmeccanici, ferrovieri, settori del pubblico impiego che lottano per aumenti medi del 10%. Addirittura in Romania, paese dove non ci sono tradizioni di lotta sindacale particolarmente significative, addirittura gli operai della Renault lottano da un mese per avere il raddoppio del salario». In Italia invece «Cgil Cisl Uil, ma anche il Pd - sottolinea il portavoce dei Cobas - propongono di ridurre drasticamente il peso del contratto nazionale, con la promessa ingannevole di aumenti retributivi che giungeranno dal secondo livello, da cui continueranno ad essere esclusi la grande maggioranza dei lavoratori». L'unica soluzione che viene indicata ai lavoratori è quella di lavorare di più, cioè di fare straordinari.
Di fronte a tutto ciò, il sindacalismo di base deve dare risposte concrete. Le richieste che oggi emergono dal mondo del lavoro «sono - riassume Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl Intecategoriale - essenzialmente quattro: più salario, più pensioni, meno precarietà e più sicurezza sul lavoro». Su tutti e quattro questi temi le risposte di Cgil Cisl Uil sono «assolutamente insufficienti o contrarie». Tomaselli cita l'accordo del 23 luglio 2007 «che ha sancito la legge 30, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile e il de