“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progressoâ€.
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12 aprile 2008 - CORRIERE DELLA SERA
La protesta Il prefetto vuole riunire intorno a un tavolo movimenti, istituzioni e costruttori
Corteo pacifico dei senzacasa
Il gip ha scarcerato gli ultimi cinque detenuti a Regina Coeli
di Paolo Brogi
Roma - Sono stati scarcerati gli ultimi cinque arrestati del movimento dei senzacasa. Concluso senza incidenti il corteo. A sera si tirano le prime somme di una settimana iniziata male: la manifestazione in centro dei senzacasa, che hanno tenuto banco con le loro urgenze per più giorni non senza che si creassero problemi di ordine pubblico, si conclude senza problemi.
Nell'aria restano le canzoni dei 99 Posse e dei Villa Ada, che hanno animato il corteo in cui erano attesi gli ultimi cinque compagni scarcerati dal gip Lucia Castagnoli al mattino durante l'udienza di convalida. Ma al momento di sciogliersi gli arrestati non sono ancora fuori dal carcere, alla spicciolata i manifestanti decidono di andare ad aspettarli sotto Regina Coeli. Sono le 20 ed è sul lungotevere che si conclude questa settimana di passione per la casa che non c'è. Paolo Di Vetta e gli altri quattro alla fine escono.
I senzacasa, poco più di un migliaio, avevano gridato prima i loro bisogni alla città distratta da altri appuntamenti, come i comizi di fine campagna elettorale. Avevano aspettato la scarcerazione dei loro cinque compagni, segnale concreto di raffreddamento della tensione, pericolosamente salita nel corso della settimana. Poi, stanchi di aspettare, a sera sono filtrati tra le camionette di polizia alla spicciolata. I problemi sono stati rimandati alla prossima settimana.
La carta concreta politica su cui tutti hanno deciso di puntare è la promessa del Prefetto Carlo Mosca di sedersi intorno a un tavolo insieme a costruttori ed istituzioni. E ragionare sul futuro. La frattura che si era determinata nel corso degli ultimi sette giorni a ridosso delle elezioni si è insomma, in qualche modo, ricomposta. La settimana era iniziata male, con un'occupazione rivelatasi poi simbolica di case private in larga misura già vendute a legittimi proprietari. Uno strappo, condannato da tutto lo schieramento politico posizionato contro questo genere di iniziative pericolose: dal candidato sindaco della Pdl Gianni Alemanno fino alla Sinistra Arcobaleno, che corre col candidato del centro sinistra Francesco Rutelli. Insomma tutti contro.
Poi c'era stato lo sgombero della tendopoli di piazza San Marco, col suo strascico di arresti (nove) e di polemiche. E così ieri il movimento di lotta per la casa è sceso in piazza, dietro le bandiere rosse e gialle (non molte) di Rdb-Asia, che col nuovo «Blocco precario metropolitano» sono alla testa del piccolo movimento.
A parte qualche cartello ironizzante tipo «più salmone, meno sgomberi», riferito alle accuse fatte a volontari della protezione civile che hanno distribuito agli occupanti della Bufalotta viveri per lo più scaduti donati dalla catena di distribuzione, in piazza sono tornate le rivendicazioni conosciute, in sostanza quelle di richiedere sulle costruzioni già ultimate una percentuale di abitazioni da destinare a uso popolare. «Da anni non è stato costruito più niente per chi ha bisogno», hanno ripetuto gli organizzatori al microfono. Insomma, non solo bloccare sfratti e affitti in crescita vertiginosa, ma anche riaprire i rubinetti di un sistema che negli ultimi anni all'emergenza abitativa ha risposto con poche, sporadiche misure.
A chiedere una risposta, che punta ora sul Prefetto e sul suo tavolo istituzionale, è in apparenza un piccolo movimento. «Ma i numeri delle urgenze vanno ben oltre questa partecipazione alla protesta hanno osservato ieri rappresentanti politici come Nando Simeone (Sinistra critica) o Giuseppe Mariani (Verde alla Regione) - . Purtroppo non passa giorno che non si aggiungano invece altre situazioni in difficoltà. Questo sarà il problema dei prossimi anni... ».

12 aprile 2008 - L'Unità
Bufalotta, scarcerati i «5» del blitz di domenica
Roma - Sono usciti intorno alle 20 di ieri, i cinque arrestati per lo sgombero di piazza San Marco e detenuti da mercoledì a Regina Coeli. Una vicenda nata domenica notte con l’occupazione di alcuni stabili della Bufalotta da parte del Blocco Precario Metropolitano, e il successivo accampamento con le tende davanti Piazza Venezia per ottenere un colloquio con il Prefetto Mosca. Poi lo sgombero durante l’alba di martedì e gli arresti. Ad attenderli un centinaio di attivisti corsi a via della Lungara dopo la manifestazione sulla casa di ieri pomeriggio (il corteo è partito a piazza dell’Esquilino, e si è concluso in piazza Madonna di Loreto). «Siamo stati trattati bene - ha detto Paolo Di Vetta, uno degli arrestati - ci hanno tenuti tutti insieme in una stanza a parte perché il carcere è sovraffollato». Per loro le accuse sono di: campeggio abusivo, resistenza aggravata e lesioni. Ma nel corso dell’interrogatorio gli attivisti hanno respinto quest’ultima contestazione e per avvalorare la loro tesi hanno prodotto alcune fotografie realizzate al momento dello sgombero.

RISCHI PER LA SALUTE CONNESSI ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
FACOLTA DI SCIENZE - UNIVERSITA' DI SALERNO
abstract
La crescita inesorabile dei rifiuti è stata considerata, almeno per tutto il XX secolo, l’ineluttabile prezzo dello sviluppo ed i rifiuti sono stati considerati come il termine naturale della produzione industriale. Oggi il loro smaltimento rappresenta uno dei problemi più urgenti ed una delle sfide più importanti per la nostra società, nonché motivo di grandi tensioni sociali nel nostro paese.
Le indicazioni dell’Unione Europea in tema di gestione dei rifiuti hanno fissato una specifica “gerarchia” che prevede innanzi tutto la diminuzione della quantità dei rifiuti prodotta, al secondo posto il recupero di materia, tramite riuso e riciclo; in terzo luogo il recupero di energia (non solo e non necessariamente mediante incenerimento) da quanto non può essere riciclato; infine, per ciò che non può essere smaltito diversamente, il conferimento in discariche idonee. Termodistruzione con recupero energetico e conferimento in discarica rappresentano quindi rispettivamente la penultima ed ultima opzione, in quanto entrambi i metodi non sono scevri da rischi per l’ ambiente e la salute.
Il seminario nell’offrire una panoramica del ciclo dei rifiuti e delle sue fasi più critiche in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente si propone di tracciare un quadro realistico dei fattori di rischio da un punto di vista medico illustrando in maniera organica i numerosi studi medici condotti tra le popolazioni esposte agli effetti di impianti di termodistruzione ed a siti di stoccaggio o smaltimento finale (illecitamente gestiti o no).
Dopo un anno dallo sgombero del laboratorio sociale in via Portacatena, ecco che giunge come un fulmine a ciel sereno un altro provvedimento repressivo, un'altra richiesta di sgombero. Questa volta sono le istituzioni regionali che chiedono di porre termine all'occupazione dei capannoni e dello spazio in Via Allende. Dopo un anno di resistenza e di progetti, di iniziative e di vita in comune, non possiamo abbandonare questa esperienza di socialità e di riappropriazione di uno spazio tenuto in disuso per oltre venti anni dall'incuria e dal malgoverno : gli abbiamo ridato vita e continueremo per questa stessa strada.
«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo»


Notizie incredibili, forse dovute a lotte interne dei "raffinatori" che vogliono di piu', forse un disagio apocalittico: come si ferma un gigante in corsa ?
Tratto dal libro Euroschiavi e i segreti del signoraggio
di Marco Della Luna e Antonio Miclavez
Caro Cittadino europeo, sapevi che...?
- Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.

intanto i compagni a Roma ... difendono le case popolari

www.cub.it - www.rdbcub.it
'Tre anni e 4 mesi' è infatti l'incredibile sentenza di primo grado per estorsione di pummarole”, riferita a nove attivistidella rete dei 'Comitati per la IV settimana' (fra essi Mario Avoletto del lab. Ska, Francesco Caruso, Michele Franco e Terracciano Antonietta del movimento precari dellaRdb).
Eppure si è aperto questo incredibile procedimento giudiziario che arriva oggi alla sentenza di primo grado con la condanna per “estorsione aggravata dal numero di persone”. Come nel Processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6 novembre 2004 a Roma, sconcerta lÂ’assoluta sproporzione e la gratuità del reato ipotizzato e delle pene previste rispetto alle caratteristiche concrete delle azioni messe in campo!
Risparmio tradito dai fondi che rendono meno di Bot e Cctdi Antonella Olivieri |

Tafferugli davanti alla discarica di Serre nel Salernitano 