PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.


firma la petizione online per ridare agli italiani la pensione retributiva
Caparezza Eroe
(storia di Luigi delle Bicocche)
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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
Pietro Di Gennaro
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venerdì, 25 aprile 2008

AFFONDANO I FONDI PENSIONE


Nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2%,

mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto.


Già nel 2007 i fondi avevano reso mediamente un 1% in meno rispetto al tfr e nel 2008 renderanno sempre meno viste le cadute continue e consistenti dei mercati finanziari.

La Cub rivendica per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.

Informare i nuovi assunti sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.

I fondi pensione vanno a fondo per affetto della crisi delle borse; nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2% mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto. Alcune linee di investimento hanno realizzato perdite superiori al 10%.

Come era facilmente intuibile, se ne va in fumo il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere da come rende l’investimento, solo i gestori e le banche.

I fondi pensione, essendo investimenti a rischio dipendono dai rendimenti finanziari; pertanto la caduta dei rendimenti borsistici, e la recessione americana/mondiale bruciano quotidianamente miliardi di euro.

Del resto la massiccia fuga degli investitori nei fondi comuni conferma questo andamento.

Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, ha deciso di tenere il Tfr in azienda.

Le scarse adesioni ai fondi pensione di categoria (il 15,2% di fine 2007, circa 1,9 milioni di lavoratori, compresi i truffati dal silenzio assenso), hanno affossato il progetto di smantellamento della previdenza pubblica e la sua sostituzione con un sistema individuale a favore della borsa, della speculazione e degli affaristi.

I rendimenti deludenti hanno ridotto anche le adesioni; la spinta propulsiva allo scippo del tfr è sostanzialmente fallita ed esaurita e in alcuni fondi le uscite superano le nuove adesioni.


Deve continuare con maggior vigore l’impegno affinché i nuovi assunti siano correttamente informati sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.

A cura dell’ufficio studi Cub - CUB Confederazione Unitaria di Base

sabato, 29 marzo 2008

... sara' ...

... sara' comunque inutile legittimare con il voto il nostro prossimo "porcellum" di serve nominate ?

aula...una cosa sono i programmi, un'altra le vere intenzioni. Sarà utile votare e non votare per l'oligarchia PD-PDL perchè è troppo facile prevedere la "grande intesa" per governare contro le "condannate" opposizioni che guarda caso sono quelle comunque e sempre più vicine ai diritti delle masse popolari ma più lontane dall'effettivo potere di modificarne il destino perchè nel corso degli anni i loro "rappresentanti" nella loro "istituzionalizzazione", uno dopo l'altro, passano la frontiera schierandosi con le ragioni dello stato borghese votato ai privilegi e al profitto dei pochi eletti a guidare le vicende della nazione, dell'europa, del mondo. Non avremmo, diversamente, la grande contraddizione nelle prime tre cariche dello stato con un comunista e due sindacalisti mentre la qualita' e la quantità di reddito (salariale e sociale) delle masse regredisce (negli ultimi decenni) stabilmente in modo inesorabile insieme a tutti gli spazi di reale democrazia di rappresentanza e di partecipazione. Si è passati da certezze e vere speranze di miglioramento generale all'oggettiva, certificata, estesa, diffusa e confermata, condizione precaria dell'esistente e del futuro senza futuro prevedibile. Di previsto e quantificabile c'è la monetizzazione e finanziarizzazione dei tagli agli anticorpi del welfare che sono l'unica e vera difesa della sostenibilità sociale della massa. E allora, forse l'unico vero voto utile potrebbe essere quello di alimentare le barriere al virus o tumore del capitalismo, anche se tali barriere sono ormai sempre più fragilmente incrinate da percorsi troppo personalistici per essere veramente credibili. L'unica prospettiva reale sta nell'emancipazione dei lavoratori e dei cittadini se smettessero di subire e delegare il loro quotidiano alzando il livello di controllo e partecipazione in ogni organizzazione che li raggiunge attraverso la propaganda che ognuno "sarebbe" tenuto ad approfondire "criticamente" oltre le parole e oltre l'immagine "mediata" della facciata organizzativa. Combattere la propaganda dell'effimero ma  travolgente consumismo (culturale e del divertimento) rimane arduo e difficile anche e soprattutto dentro le campagne elettorali che, paradosso intrinseco, muovono più "lavoro" (dei bisognosi) che confronto "politico" sui programmi e sulle concrete possibilità di invertire la disgregazione sociale. Il disimpegno alimenta il consumo stratificandosi in eserciti di schiavi senza coscienza collettiva oltre le classi e dentro la materializzazione estrema della solitaria impotenza/volontà del singolo. Un voto inutile a prescindere, foss'anche l'astensione di protesta o di schifo osannante? Un diritto/dovere civico ormai solo illusione democratica di partecipazione che nell'ignoranza voluta e professata in ogni rito mediatico, si nutre solo di appartenenza/sudditanza per risolvere i bisogni primari sempre meno garantiti e ormai di fatto cancellati dalla disponibilità futura delle nuove generazioni. Su questo, è emblematica la CANCELLAZIONE della "pensione retributiva" come responsabilità politica di garantire una vecchiaia dignitosa oltre al riconoscimento del "lavoro" come "creatore" di ricchezza sociale e di PIL. La massa come rendita finanziaria non come collettività di individui custodi di diritti fondamentali (la pensione retributiva solo uno dei tanti).


sole_24ore_pensione_smallPer il sole 24ORE ...
addirittura la "pensione retributiva" e' un REGALO !!!
!!! disgustoso !!!


firma la petizione di lavorotradito.it


molto significativo anche l'articolo su Le Monde diplomatique del 14 marzo a pag. 15

 - Crisi finanziarie, lezioni che non si imparano mai -
di FRÉDÉRIC LORDON

"[...] Per fortuna, anche in questo caso, abbiamo l'esempio delle economie anglosassoni, che hanno avuto la brillante idea di cancellare i sistemi pensionistici su base retributiva, per catturare enormi masse di risparmio salariale immesse sui mercati attraverso i fondi pensione. [...] "

ho guardato i programmi elettorali su questa tema...


Destra

La Destra ritiene sia indispensabile introdurre un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica delle pensioni basato su dati reali.
- ZERO !!!




 
 
 

 - ZERO !!!




 
PD[...] incentivi ai lavoratori che prolungano il lavoro oltre l’età pensionabile (sopravvalutazione del tempo di lavoro ai fini della pensione, abolizione del divieto di cumulo fra retribuzione e pensione), part-time misto a pensione. [...] Partecipazione finanziaria. Si può "affiancare" al risparmio individuale, gestito da investitori istituzionali, un mercato di capitali "da lavoro dipendente", con l'azionariato dei dipendenti e un più forte ruolo dei fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva. - PEGGIO DI ZERO !!!
 
 



 
 
 
 
 
 
SA
Pensiamo anche alle pensioni future, a quei milioni di ragazze e ragazzi che, a causa della precarietà e del calcolo contributivo, non avranno una pensione dignitosa, tale da garantire una vecchiaia autonoma.Proponiamo un intervento legislativo che assicuri effettivamente una pensione netta, pari ad almeno il 65% dell’ultima retribuzione. 65%  - POCO PIU' DI ZERO !!!

 
SC Dopo venti anni di massacro delle pensioni è ora di ritornare a un sistema pubblico che garantisca il futuro dei lavoratori, che abbatta il potere delle assicurazioni private che non si faccia intrappolare dai fondi pensione. Serve un sistema pubblico – quello esistente è perfettamente in equilibrio se fosse ripulito dal peso dell’assistenza sociale – sotto il controllo dei lavoratori, con sistema a ripartizione e con metodo retributivo (pensione commisurata agli ultimi stipendi), per impedire le nuove povertà e assicurare una vecchiaia dignitosa.


SINISTRA CRITICA E' L'UNICO MOVIMENTO POLITICO CHE NEL SUO PROGRAMMA ELETTORALE  HA INSERITO IL CONTENUTO DELLA  PETIZIONE  DI LAVOROTRADITO.IT  !!!

RIDIAMO LA PENSIONE RETRIBUTIVA  AGLI ITALIANI



posizionemia
openpolis
martedì, 29 gennaio 2008

SALARI FERMI, PROFITTI E RENDITE ALLE STELLE


logo_rdb_cubQuello che era sotto gli occhi di tutti e che da anni abbiamo denunciato, oggi viene certificato dalla Banca d’Italia

Dal 2000 al 2006 il reddito netto delle famiglie dei lavoratori dipendenti è rimasto al palo, mentre crescevano i redditi degli autonomi e i profitti e mentre l’inflazione vera  falcidiava i salari sopratutto a causa dell’euro e dell’aumento spropositato dei servizi pubblici negli ultimi dieci anni: acqua + 61%, gas + 45%, trasporti urbani + 35%, rifiuti +43%, nonostante ci avessero assicurato che con le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la concorrenza, avremmo avuto tariffe più basse.

Ai lavoratori dipendenti, i cui salari sono tassati ben più delle rendite finanziarie, unico caso in Europa, è stato rubato tutto, mentre per gli altri sono stati varati condoni fiscali a ripetizione, aiuti alle imprese, cunei fiscali oltre alla facoltà di sfruttare e precarizzare spregiudicatamente il lavoro.

Per anni i Governi di qualunque colore, la Confindustria, gli economisti ed i giornali hanno rivolto invettive contro l’ingordigia di lavoratori e pensionati, di chi chiedeva reddito per i disoccupati, poiché con le nostre pretese di una vita migliore impedivamo al sistema Italia di competere sul piano economico internazionale.

sveglia2008_smallCGIL CISL UIL ben volentieri si sono assoggettati al dominio del mercato e del profitto, permettendo con anni di concertazione, di tenere bassi i salari, di sorvolare sulla sicurezza sui posti di lavoro, sull’aumento dello sfruttamento, salvo poi versare lacrime di coccodrillo, a cui nessuno più crede, in occasione dei tragici eventi rappresentati dalle morti sul lavoro.
Anche negli ultimi contratti, rinnovati o in via di definizione, hanno continuato a chiedere cifre ridicole, tra gli 85 e i 115 euro, spalmati ben oltre i due anni di vigenza contrattuale, e senza alcun risarcimento adeguato per i periodi di vacanza contrattuale.

Ora tutti piangono sul fatto che i consumi sono bloccati, ma come dovrebbero crescere se la stragrande maggioranza delle famiglie ogni mese non arriva  neppure alla terza settimana?

La RdBCUB da anni denuncia questa situazione e si  batte per l’allineamento dei nostri salari a quelli degli altri paesi europei.
 
logo_rdb_cubDa 15 anni i lavoratori pagano il risanamento dei conti pubblici in attesa perenne di un secondo tempo, che non è mai arrivato, in cui si sarebbe dovuto beneficiare dei frutti dello sviluppo.

Oggi si vede chi sta in crisi e chi no, chi ha pagato il risanamento e chi ne ha goduto.

Ma occorre smettere di lamentarsi senza individuare i responsabili di questo stato di cose: i governi, di qualunque colore, piegati alle logiche dei poteri forti economici; gli imprenditori e le banche che hanno sperperato in azzardate speculazioni finanziarie i profitti realizzati sulla nostra pelle; i sindacati confederali, complici del sistema, che hanno assolto bene al compito di sfiancare con la politica dei redditi e la concertazione la forza e l’unità dei lavoratori.

Organizzati con noi

  • per veri aumenti contrattuali, contro le elemosine chieste da CGIL CISL UIL
  • per l’introduzione di un meccanismo automatico di rivalutazione dei salari e delle pensioni
  • per la sicurezza sui posti di lavoro
  • per una vera democrazia sindacale che tolga il monopolio della rappresentanza a chi non sa più difendere  gli interessi dei lavoratori
 
venerdì, 09 novembre 2007

SCIOPERO 9 NOVEMBRE 2007


la rassegna fotografica della manifestazione di Napoli

video della manifestazione a Torino

video della manifestazione a Bologna - 2 - 3 - 4

video manifestazione a Firenze

video manifestazione a Genova
- 2

video della manifestazione a Roma

DSCF1334

DSCF1256
DSCF1211
DSCF1282
DSCF13332 MILIONI DI LAVORATORI IN SCIOPERO GENERALE:
LEONARDI, UN GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA
NON PUO’ IGNORARLI

 
 
Oltre 2 milioni di lavoratori in sciopero e 400.000 in piazza nelle 25 manifestazioni che hanno accompagnato lo sciopero generale indetto per oggi dal sindacalismo di base. Questi i primi dati registrati nella mattinata, che superano le previsioni delle stesse organizzazioni promotrici.
 
Elevata la partecipazione nel settore dei trasporti locali ed aerei, con pesantissimi risentimenti negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa e città paralizzate. Alta l’adesione fra i metalmeccanici, con punte del 90% alla FIAT di Pomigliano e forte partecipazione a Melfi, anche in risposta al recente licenziamento di due delegati CUB. Alta anche la adesione in tutto il Pubblico Impiego, ed in particolare nella Scuola e nella Sanità. Da rilevare nelle manifestazioni la cospicua presenza dei lavoratori precari di tutti i comparti e dei coordinamenti degli studenti, dei centri sociali e dei movimenti di lotta per la casa.
 
“Un governo di centro-sinistra non può non tenere conto della portata del nostro sciopero”, dichiara Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB. “Cgil Cisl Uil, che hanno circondato lo mobilitazione di oggi con scioperi improbabili sia per motivazioni che per proporzioni, devono smettere di pretendere il monopolio della rappresentanza sindacale”.
 
“Questa giornata è anche a difesa del Contratto Collettivo Nazionale  - prosegue Leonardi – che Partito Democratico e sindacati concertativi vorrebbero smantellare. Dimostra definitivamente che si è consolidato nel paese un sindacalismo conflittuale e propositivo, capace di esprimere mobilitazioni come quella odierna”, conclude il Coordinatore CUB.

sabato, 03 novembre 2007

SALERNO VERSO LO SCIOPERO DEL 9 NOVEMBRE

sciopero_su_bandiera_05ASSEMBLEA PUBBLICA E DIBATTITO

SALERNO  - 6 NOVEMBRE 2007

ORE 19,30 - SALONPARK

DOPOLAVORO FERROVIARIO - Via Dalmazia, 14

logo_9Contro l'Accordo sul lavoro, welfare e pensioni del 23 luglio 2007

Il Protocollo firmato dal Governo con i sindacati confederali e confindustria, dopo le sceneggiate mediatiche del referendum/truffa e delle annacquate modifiche post consultazione, si appresta a diventare legge ipotecando il futuro dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati italiani.

PENSIONI: SCALINI PEGGIO DELLO SCALONE

La trappola dello scalone di Maroni viene diluita nel tempo introducendo un sistema di “scalini” con i quali i requisiti per andare in pensione aumenteranno finchè dal 2013 occorreranno 36 anni di contributi e 61 anni di età, oppure 35 di contributi e 62 anni di età. Non solo lo scalone non viene abolito ma a regime l’età pensionabile viene aumentata di 2 anni rispetto alla riforma Maroni. Con l’aumento dell’età pensionabile e degli straordinari ci saranno meno posti di lavoro e quindi più disoccupazione; il precariato a vita renderà più difficile accumulare i contributi necessari alla pensione e, una volta raggiunta, l’importo sarà da fame!

PENSIONI SEMPRE PIU BASSE

La revisione dei coefficienti abbasserà la pensione più per tutti! Dal 1° gennaio 2010 saranno diminuiti fra il 6 e l’8% (a seconda dell’età di pensionamento) i coefficienti di trasformazione, ovvero l’importo della pensione rispetto all’ultimo stipendio percepito. L’innalzamento delle pensioni più basse è solo una elemosina! Le pensioni più basse che riguardano una platea di circa 3 milioni di pensionati, sono aumentate di 33 euro al mese senza che si sia previsto un adeguamento strutturale ed automatico che possa contrastare  la continua erosione dovuta all’inflazione! Davvero una miseria per chi non arriva alla 3/4° settimana.

Il Protocollo va cancellato tramite una lotta ampia e una grande mobilitazione sociale

Il Protocollo del 23 Luglio, si inserisce nella strategia neoliberista del governo che punta a depotenziare la pensione pubblica a vantaggio di quella privata, non tenendo conto che i lavoratori hanno bocciato la riforma del TFR e quindi i fondi pensione privati. Il Governo Prodi sancisce la perdita di ogni credibilità: il programma elettorale che parlava di abolizione dello scalone e lotta alla precarietà è definitivamente carta straccia. L’asservimento di questo governo al padronato di casa nostra ed ai poteri forti è ormai palese. I sindacati confederali hanno a loro volta definitivamente dimostrato di  essere asserviti alla cogestione del capitale contro gli interessi generali e primari dei lavoratori. Piegata alle  logiche del profitto del capitalismo anche la CGIL si accoda alle strategie neoliberiste definite da CISL e UIL con il PATTO PER L’ITALIA firmato con il governo Berlusconi.

Lo Sciopero Generale di tutte le categorie pubbliche e private è indetto contro il Protocollo del 23 luglio, per la redistribuzione del reddito, per la difesa ed il rilancio del sistema previdenziale pubblico e dello stato sociale (scuola, sanità, casa, trasporti), per l’aggancio delle pensioni alle dinamiche retributive e inflative, per salari europei e rinnovi contrattuali veri, per lavoro stabile e tutelato, per il diritto al reddito, contro la guerra e per il taglio drastico delle spese militari.
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fed2

martedì, 30 ottobre 2007

9 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE

contro la politica succube a padronato e banchieri
per ridistribuire il reddito e cancellare la precarieta'

9_cubwww.cub.it - www.rdbcub.it

9 Novembre giornata di sciopero generale e generalizzato contro la precarietà



attenti, pero', a scappare dalla prigionia della schiavitu' ... :-)

Prison-break
venerdì, 19 ottobre 2007

UN PO' MENO APPLAUSI, PER FAVORE!

io sono uno dei tanti lettori di Beppe Scienza ... lui ci scrive e io voglio condividere con te che stai navigando in questo blogghetiello, la forza e il dovere della SUA vera informazione... (GRAZIE Prof. !!!)

j0321042«Nel giornalismo economico italiano i giudizi positivi, i toni entusiastici e gli apprezzamenti immotivati si sprecano. Ciò riguarda soprattutto il risparmio gestito e la previdenza integrativa, ma non solo. Si veda il mio articolo "Abbagli di stampa sul caso Italease" a pag. 1 e 7 di Libero Mercato di oggi venerdì 19 ottobre 2007, che riporta alcune valutazioni sulla banca Italease, arrivata poi a un passo dal fallimento.

Abbiamo il Mondo dove Enrico Cisnetto si chiedeva "Ma perché ci si ostina sempre a fare della dietrologia, davanti a quello che è un palese caso di ottima gestione?". Oppure il supplemento Plus24 del Sole 24 Ore, secondo cui Italease aveva "tutte le carte in regola per ben figurare sul listino". Una bella figura che s'è concretizzata in un -71%.

La-pensione-tradita Con l'occasione segnalo nella mia pagina web www.beppescienza.it anche l'articolo su Libero Mercato del 2-10-2007 (pag. 1 e 5) «Metamorfosi Boeri: da divino a indovino», a prosecuzione del cap. 18 de "La pensione tradita" intitolato «Le verità assolute di Tito Boeri e LaVoce», con alcuni commenti sul suddetto, che ricorda l'indovino Tiresia, perché afferma di conoscere il futuro, ma mostra di non vedere il presente (e il passato prossimo).»
domenica, 23 settembre 2007

RSU 2007 ...


rsu1

www.rdbcub.it

il salernitano: articolo sull'assemblea all'univrersita di salerno
ilsalernitano_6_10_07leggi
lunedì, 20 agosto 2007

propaganda, veritĂ  e strumentalizzazione partitica

ministeri5Le polemiche tra organizzazioni sindacali confederali e le RdB, aperte con la conclusione della contrattazione aziendale 2008 del personale tecnico amministrativo nell’Università di Salerno (l’Ateneo azienda propone l’antinomia istituzione/mercato, pubblico/privato), preparano il terreno di scontro su cui, ad ottobre, si combatteranno le leadership politiche e sindacali della rappresentanza sociale del nostro paese.

L’accordo del 23 luglio su welfare e pensioni, su lavoro e mercato del lavoro, rappresenta lo spartiacque che limita su un fronte l’azione del governo nazionale con i suoi sostenitori (Confindustria con GCIL, CISL e UIL), sull’altro, il sindacalismo di base e la Politica di sinistra, che alcuni, a ragione, definiscono meglio come popolare piuttosto che radicale.

Il modello micro aziendale di un’Università pubblica può scientificamente rappresentare lo status nazionale della tendenza di gestione politico/sindacale di tutti i comparti pubblici che si piegano alla gloria di governance strettamente politicizzate: un rettore, presidente regionale di un partito sebbene in estinzione, non rappresenta un’anomalia subita ma una semplice conferma del potere politico strutturato nel territorio.
 
Le polemiche sulla contrattazione integrativa (ma quelle nazionali hanno lo stesso destino) urteranno con la capacità dei lavoratori di farsi i conti in tasca e di saper separare propaganda dai fatti concretamente oggettivi. L'impegno sindacale, purtroppo è diventato, proporzionalmente al potere di cogestione di governo della propria organizzazione (locale e nazionale), lo strumento della propaganda che lavora per rendere minimi i livelli di vera informazione tra i lavoratori che anzi vengono emarginati e/o penalizzati se avanzano critiche. L'effetto voluto negli anni è lo svuotamento della partecipazione sindacale sostituita da una delega rassegnata e clientelare che nel tempo, per sfiducia e disillusione, allontana i lavoratori dalla coscienza di classe e dalla propria dignità. Come non sottolineare che la logica partitica della spartizione del potere ha nel tempo avvelenato ogni anfratto organizzativo strettamente sindacale disposto a scambiare, senza esitazione, ogni rivendicazione di miglioramento contrattuale con accordi che propagandano solo la loro necessaria, utile e capace firma di parte (forza) sociale (confederale). In modo paradossale, nonostante tanto impegno e tanta abnegazione, nel tempo a calare sono sempre e solo i diritti, i salari e le pensioni.

L’opposizione unitaria al fenomeno concertativo di “cogestione alla governance” o “sindrome del governo amico” è tutta da concretizzare e sarà tanto più incisiva quanto meno risulterà l’influenza strumentale e corporativa delle logiche partitiche sui principi che tengono (o vorrebbero tenere) insieme la sinistra popolare.

Come per la scala mobile (sconfitta storica di PCI e CGIL), che rimane un’istituto in vigore solo per alcune classi particolari di lavoratori tenute fuori dalle contrattazioni (vedi DPCM del 27 aprile 2007), oggi sull’accordo del 23 luglio è in gioco un’altra fetta consistente di ormai antiche conquiste fondamentali sul welfare e sul lavoro e, nel senso più pieno della sua definizione, è in gioco l’intera compatibilità sociale nel futuro della convivenza civile del nostro paese. Addirittura (editoriale di Sergio Romano su Il corriere della Sera del 19 agosto2007), si afferma che lo Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970)  è stata una legge ideologica utile (?) negli anni Settanta, ma che oggi, “sia poco adatta a regolare un mercato che le nuove tecnologie e la globalizzazione hanno radicalmente cambiato”.
Si comprende bene come il tema della precarietà stia assumendo livelli intollerabili di strumentalizzazione che dalle campagne elettorali, passando per le divisioni nel governo, raggiunge la vetta mistificatrice dell'intera storia politico/sindacale della Sinistra italiana. L'attacco ai diritti conquistati nel secolo XX va denunciato oltre ogni cortina fumosa e propagandistica che nell'intenzione di portare acqua al mulino della stabilità del governo tenta di cancellare la conquista storica di diritti fondamentali licenziadoli come semplici provvedimenti di controllo sociale.

Eppure ci sembra così assurdo non chiarire, una volta per tutte, la differenza tra flessibilità come scelta libera del lavoratore e precarietà come imposizione del datore che nella sua motivazione al profitto non potrà mai essere legittimato come regolatore del mercato del lavoro. 
 
pIchinoA mettere a nudo il pericolo delle falsificazioni, che tendono a dare luce solo alla propaganda, per esempio, contenuta nelle polemiche accese dalle dichiarazioni di Francesco Caruso, carusottreuè Pietro Ichino che, sul Corriere della Sera del 14 agosto, riporta ogni discussione e ogni responsabilità al Pacchetto Treu del 1997 e a chi l’ha benedetta e votata: Prc e CGIL. Ad ottobre si potrà scegliere di partecipare ad una grande battaglia politico/sindacale, mostrando

la vera consistenza della volontà del nuovo proletariato (...) che coincide con gli interessi di tutti gli strati della popolazione lavoratrice.

ag_piccolaLa denuncia ([l'Unità - 1925)  di Gramsci degli opportunisti che amano nascondersi dietro alla "volontà delle masse", non come “dogma” ma come scoperta dell'opportunismo dei capi massimalisti, i quali sotto la parvenza di secondare la "volontà delle masse" sostituiscono a questa (...) la volontà della borghesia, troverà conferma proporzionalmente all’uso strumentale dei contenuti sottomessi alla casta neo-liberale, neo-centrista che stenta (incoscienza cosciente ?) a rendersi conto che proletariato e borghesia (di Gramsci) si stanno fondendo in un’unica classe sociale (società monoclassista dei consumi)  di cui perde consenso e rappresentanza perché in balia di voraci predatori, che rodono ogni antica certezza di benessere e crescita economica (politicamente orientata e controllata ... da chi?). La nuova borghesia è virtuale, è inconoscibile, è globale. La nuova borghesia muove i governi e gli stati nazionali, agita le economie, sfrutta e comanda (controllando i loro conti bancari)  i poteri violenti o pacifici anche più o meno democratici delle organizzazioni siano esse mafiose, imprenditoriali, finanziarie, politiche, no-profit o sindacali. Non è il capitale il padrone del mondo bensì chi lo presta senza detenerne alcun valore reale. Chi crea e controlla la massa monetaria fatta di carta e di bit nei computer di tutto il mondo rende schiavi i poveri, i ricchi e i politici che (complici coscienti) accettano la proprietà ad altri della sovranità monetaria che dovrebbe essere dei cittadini e quindi dell'intera collettività.
marxLo scriveva Marx nel suo Capitale, ma i comunisti lo hanno sempre ignorato (è forse questo il vero compromesso storico?).

L’intervento straordinario delle banche centrali a sostegno dei mercati azionari, alimenta le storture del falso “dogma” mercato che ridistribuisce ricchezza e certezze alla finanza bancaria, non certo una casa a chi non riesce più a pagarne il mutuo.}}

La battaglia sul welfare di ottobre  sarà tanto più aspra e vincente quanto più la Sinistra (sindacale e politica) saprà far coscienza di massa contro i nuovi capi massimalisti gramsciani (non a caso con continuità storica di socialisti intrisi di neo-populismo liberale) secondo cui la "volontà delle masse", oggi, è quella moderata di centro che invoca (contro) la marcia dei 40.000 "colletti bianchi FIAT" dell’ottobre 1980, ma che, opportunisticamente, serve la nuova borghesia globale composta al vertice, dai soci privati che controllano le banche centrali di tutto il mondo.

Ad ottobre la scommessa è più grande di una semplice scossa alla maggioranza di governo condita da polemiche più o meno assassine di mezza estate e da intenzioni aggregatrici più o meno partitiche; ad ottobre la posta in palio è la delega (politica e sindacale) di milioni di lavoratori italiani che precari lo sono diventati anche con un impiego a tempo indeterminato: lo sanno i professori, lo sanno i leader, lo sanno i partiti e le organizzazioni sindacali pronte a rinnovare il tradimento al loro mandato, pronti a non far scendere in piazza lavoratori e pensionati perchè tanto va bene così ... non c'è motivo per agitarsi. Cantano tutti all'unisono: governo, confindustria e parti sociali hanno già firmato. Al parlamento resteranno le solite chiacchiere.